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«Sesso? Se dovete farlo, usate la mascherina»

«Sesso? Se dovete farlo, usate la mascherina»

«Sesso? Se dovete farlo, usate la mascherina»

TORONTO – Niente sesso, siamo canadesi? No, non proprio così ma… quasi, se a dirlo è il Chief Public Health Officer of Canada, dottoressa Theresa Tam.

La massima autorità medica del Paese, infatti, ieri ha diffuso – sul sito del governo federale – una dichiarazione ufficiale relativa al sesso ai tempi del Covid-19: se proprio dovete farlo con un nuovo partner, indossate la mascherina, ha scritto in estrema sintesi la dottoressa Tam.

Ma leggiamo integralmente il comunicato che, inevitabilmente, ha fatto il giro del mondo in poche ore, finendo su tutti i siti di informazione e nei telegiornali.

«Ci sono stati 129.425 casi di Covid-19 in Canada, inclusi 9.132 decessi. L’88,5% delle persone è guarito. I laboratori di tutto il Canada hanno testato una media di 46.000 persone al giorno nell’ultima settimana con lo 0,9% positivo. Una media di oltre 490 nuovi casi sono stati segnalati quotidianamente negli ultimi sette giorni», premette la dottoressa Tam, per poi entrare nel vivo: «La salute sessuale è una parte importante della nostra salute generale. Tuttavia, il sesso può essere complicato al tempo del Covid-19, specialmente per coloro che non hanno un partner intimo fisso oppure il cui partner sessuale è a più alto rischio di Covid-19», ma «ci sono alcune cose che si possono fare per ridurre al minimo il rischio di essere infettati e diffondere il virus».

La prima, secondo la dottoressa, è – come dire… – il fai-da-te. «L’attività sessuale a rischio più basso è quella che coinvolge solo te stesso», si legge nella dichiarazione ufficiale, che prosegue: «Se scegli di impegnarti in un incontro sessuale di persona con qualcuno al di fuori della tua famiglia o di contatti stretti, ci sono alcuni passaggi che puoi adottare per ridurre il rischio», partendo dallo stabilire una relazione di fiducia con il partner sessuale (nel senso che ci si dovrà dire, reciprocamente, se si hanno sintomi riconducibili al Covid-19 oppure no).

Ecco, dunque, cosa fare secondo il Chief Public Health Officer: «monitorare te stesso e non fare sesso se tu o il tuo partner state riscontrando sintomi di Covid-19; limitare il tuo uso di alcol e di altre sostanze in modo che tu e il tuo partner possiate prendere decisioni sicure; saltare i baci ed evitare il contatto o la vicinanza faccia a faccia; considerare l’utilizzo di una mascherina che copra il naso e la bocca; essere consapevoli se tu o il tuo partner potreste essere a maggior rischio di esiti più gravi di Covid-19 (persone di qualsiasi età con condizioni mediche sottostanti; persone con un sistema immunitario compromesso; persone che convivono con l’obesità)».

È naturalmente consigliato l’uso del preservativo, ma per l’Hiv (l’Aids) e non per il Covid-19 visto che «le prove attuali indicano che esiste una probabilità molto bassa di contrarre il nuovo coronavirus attraverso lo sperma o fluidi vaginali», recita il documento pubblicato sul sito del governo.

Per il coronavirus sono più pericolosi i baci: ecco perché la dottoressa Tam raccomanda l’uso della mascherina durante un rapporto sessuale. «Prendendo queste precauzioni e rimanendo consapevoli dei rischi che si assumono, i canadesi possono trovare modi per godere dell’intimità fisica salvaguardando i progressi che tutti abbiamo fatto con il Covid-19», conclude la dichiarazione ufficiale redatta dal Chief Public Health Officer.

Moltissimi, come era prevedibile, i commenti al documento della dottoressa Tam. Anche in Italia. «Le goccioline emesse respirando possono rappresentare un rischio, se si hanno rapporti con un soggetto asintomatico», ha detto all’Adnkronos il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco. «Dunque il suggerimento relativo alla mascherina ha senso. Penso però – ha aggiunto – che sia poco applicabile nella pratica…».

«Dire a due ragazzi che si incontrano di mettere la mascherina per fare sesso è come dire ai bambini di 5 anni di metterla per tutta la durata delle lezioni», ha commentato Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva. «Se non avessi visto che lo mandava il dipartimento canadese, mi sarei fatto una grassa risata».