"Se dovesse arrivare una vera crisi, che farà il Canada da solo?"

di corriere canadese del August 13, 2018

TORONTO – Il primo ministro canadese Justin Trudeau non si lascia intimidire e continua sulla sua linea di pensiero: il Canada non tralascerà nessuna occasione di parlare con fermezza sulle questioni dei diritti umani, là dove se ne presenterà l'occasione. Ma la disputa sorta con l'Arabia Saudita, in difesa di una cittadina americana, arrestata dopo le sue dimostrazioni sui diritti delle donne, ha confermato a Trudeau una certezza che ormai andava guadagnando sempre più terreno: il Canada è solo. A voltargli le spalle soprattutto sono proprio gli Stati Uniti, che mentre l'Arabia scagliava le sue frecce contro il Canada, è rimasto a guardare senza tener conto neanche del caso particolare di una cittadina appartenente proprio alla confederazione degli stati americani. Dall'insediamento di Trump alla Casa Bianca i rapporti tra i due paesi confi nanti sono andati via via logorandosi. Lo stiamo vedendo con le rinegoziazioni sul Nafta, con la questione dei richiedenti asilo che attraversano i confi ni statunitensi diretti verso il Canada e gli attacchi contro le politiche canadesi sul protezionismo del commercio. La questione tra il Canada e l'Arabia Saudita è solo l'ultima in ordine cronologico. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che ne sarebbero rimasti fuori. “Spetta ai governi dei due paesi risolvere questo problema” - ha espressamente a ermato la portavoce del dipartimento di stato Heather Nauert - “Entrambe le parti devono risolverlo diplomaticamente insieme. Non possiamo farlo noi per loro”. Diversi paesi hanno espresso sostegno per l'Arabia Saudita, tra cui l'Egitto e la Russia. Justin Trudeau ha asserito che il Canada continuerà a impegnarsi diplomaticamente e politicamente con l'Arabia Saudita: “Abbiamo rispetto per la loro importanza nel mondo e riconosciamo di aver fatto progressi su una serie di questioni importanti”. Intanto l'Arabia Saudita ha deciso di richiamare migliaia di studenti dal Canada, ha sospeso i voli della sua compagnia di bandiera e sta prendendo in considerazione altre misure contro la nostra nazione. Thomas Juneau, professore all'Università di Ottawa, non vede una gravità nel diverbio con l'Arabia Saudita, anche se rifl ette su cosa potrebbe fare il Canada, da solo, nel caso si presentasse una vera crisi.

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TORONTO - La ‘validità’ del progetto “in questo momento è incerto”.
Almeno dalla prospettiva delle risposte pubbliche sollecitate dal sistema di Consultazione sul Progetto di Riqualificazione di TCDSB/VCI. Questa è stata l’osservazione conclusiva del Consulente, che ha esortato tutti a leggere la relazione completa quando sarà resa disponibile online il 31 gennaio prossimo.
Stranamente così si è espresso davanti ai suoi committenti – il TCDSB, il suo personale e i Trustees – e davanti al presidente e il personale della VCI, che sicuramente devono aver insistito nell’esaminare una copia prima che venisse presentata in una pubblica assembl
Più strano ancora ammettere che il pubblico avesse visto il processo di consultazione con scetticismo e sfiducia. Il Consulente ha riconosciuto che consultazioni legittime dovrebbero essere tenute prima di prendere decisioni, non durante o dopo che esse vengano prese. Come, per esempio, in questa situazione.
Ancora una volta, quei sostenitori che sfidano la legittimità di un progetto di riqualificazione, si sono presentati in numero impressionante. Forniti di presentazioni convincenti per rafforzare la loro posizione, pronunciate con efficacia e passione.
Uno dopo l’altro, Joseph Palozzi, Deborah Galego, Stephanie Fusco D’Amico, Christine Genowefe, Kerry Kotlarchuk, Lawrence Pincivero hanno descritto dettagliatamente la loro posizione per Salvare il Columbus Centre, contestando nel frattempo i presupposti e la validità del Progetto.
Chiaramente prevenuto, e meno che competente, la Presidente ha rischiato di trasformare in baraonda l’incontro, con le sue costanti interruzioni e le sue intimidazioni, soprattutto con Lawrence Pincivero e Anthony che ha letto - come intervento - la lettera di Hari Jagasia.
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