CorrCan Media Group

Riapre la Camera senza un accordo tra Trudeau e Scheer

Riapre la Camera senza un accordo tra Trudeau e Scheer

Riapre la Camera senza un accordo tra Trudeau e Scheer

TORONTO – Continua lo scontro tra la maggioranza liberale e i conservatori. Anche ieri, in occasione del riavvio dei lavori parlamentari dopo la pausa di un mese per affrontare l’emergenza pandemia, il primo ministro Justin Trudeau e il leader del Partito Conservatore Andrew Scheer non sono riusciti a trovare un terreno comune per arrivare al tanto sospirato accordo.

Come era già successo nelle due sessioni straordinarie tenute le scorse settimane per approvare il pacchetto di aiuti attivati dal governo per la crisi provocata dal Covid-19, anche ieri erano presenti solamente una trentina di deputati, suddivisi proporzionalmente a seconda del peso numerico dei diversi partiti.

I liberali hanno presentato una proposta sulla quale si è dibattuto per tutta la giornata e hanno incassato il via libera dell’Ndp, del Bloc e dei Verdi.

Il partito di maggioranza punta ad attivare una tabella di marcia che prevede una seduta del parlamento alla settimana, due riunioni virtuali a distanza e la creazione di una speciale commissione parlamentare, formata da deputati di tutti i partiti, con il compito specifico di affrontare tutti i temi legati alla pandemia.

Si verrebbe a creare, è questa l’idea di fondo, una sorta di mini parlamento, con la possibilità per tutte le forze politiche di presentare proposte e interrogare i membri del governo senza il bisogno di riconvocare il plenum dell’assemblea, e questo soprattutto per rispettare le indicazioni sul distanziamento sociale che si stanno rivelando decisive nel contenimento del contagio in Canada e in altri Paesi.

Ma i conservatori da questo punto di vista hanno fatto muro. Scheer ha ribadito la posizione del suo partito, che chiede almeno tre sedute settimanali del parlamento e la possibilità quindi di chiedere spiegazioni dell’operato del governo durante il Question Period.

“Il dibattito e le discussioni alla Camera dei Comuni sono urgenti e importanti – ha dichiarato ieri il leader dell’opposizione – I liberali devono rispondere alle domande e alle questioni che vanno dalle forniture di materiale ed equipaggiamento medico in Canada a quelle relative alla responsabilità e alla trasparenza dei miliardi di dollari spesi dal governo in aiuti federali”.

Insomma, l’opposizione non vuole fare sconti e chiede a gran voce a Trudeau di venire incontro alle sue richieste. “I conservatori – ha continuato Scheer – continuano a credere che sedute più frequenti diano migliori risultati per i canadesi”.

Di parere opposto il primo ministro, che ha accusato Scheer di perseguire interessi personali in una fase estremamente delicata per via della crisi sanitaria ed economica che sta attraversando il Paese.

A fargli eco ieri sono stati anche Jagmeet Singh e Yves-Francois Blanchet. Il leader dell’Ndp ha accettato le proposte dei liberali e ha lanciato un appello affinché tutte le forze politiche facciano lo stesso.

“Due sedute virtuali alla settimana sono sufficienti – ha detto Singh – perché sono conformi ai requisiti del distanziamento sociale e garantiscono la partecipazione di tutti a prescindere dalla provenienza geografica”.

Molto duro invece il leader del Bloc Quebecois. “In questo momento – ha sottolineato Blanchet – Scheer sta tenendo il parlamento in ostaggio. Le nostre priorità sono il sostegno pieno e concreto a tutte le persone in Quebec e in Canada in questo difficile momento”.

Per quanto riguarda il Senato, invece, i lavori non riprenderanno prima del 2 giugno, mentre i senatori si riuniranno virtualmente: prevista la convocazione della Camera alta nel caso in cui ci sia la necessità di approvare progetti di legge del governo.