Recessione in arrivo,
cresce la sfiducia
dei consumatori e delle imprese

di Francesco Veronesi del 17 January 2023

TORONTO - Il Canada è destinato a entrare in recessione nei prossimi dodici mesi. A pensarla in questo modo, sommando il pessimismo a una dose di sano realismo, sono i consumatori e le imprese canadesi, stando all’ultima istantanea scattata da Bank of Canada nel suo rapporto trimestrale presentato ieri mattina. La Banca centrale, nel suo Business Outlook Survey, mette in luce come nei prossimi mesi i consumatori canadesi abbiano già messo in cantiere un deciso taglio delle spese in vista del rallentamento generalizzato dell’economica, così come le imprese si preparino ad affrontare un periodo di stallo nella crescita, che si potrebbe tradurre nel taglio degli investimenti e in una possibile contrazione della forza lavoro.

Nel dettaglio, secondo lo studio di Bank of Canada, le imprese si aspettano un sostanziale rallentamento delle vendite per il quarto trimestre consecutivo, e questo per una serie di motivi facilmente intuibili. In primo luogo l’aumento del costo della vita, con la crescita dell’inflazione che ha riguardato soprattutto i beni alimentari e i prodotti energetici - benzina in primis - che abbiamo registrato negli ultimi dodici mesi e che ha profondamente modificato le abitudini di spesa dei canadesi. Molto spesso viene tagliato il superfluo, in conseguenza del crollo del potere d’acquisto delle famiglie e questo logicamente ha delle pesanti ripercussioni dall’altra parte della barricata, cioè nella vendita delle imprese.

La politica della Banca centrale adottata per frenare l’aumento del costo della vita si è rivelata alla lunga un’arma a doppio taglio. I sette consecutivi rialzi dei tassi d’interesse se da un lato hanno favorito il rallentamento dell’inflazione, dall’altro hanno avuto come diretta conseguenza l’aumento dei tassi base nei singoli istituti bancari e finanziari del Paese e, in ultima istanza, dei mutui a tasso variabile e degli altri strumenti creditizi di prestito del denaro. È quindi aumentato anche il volume del debito dei canadesi, tutti elementi che molto spesso caratterizzano la recessione economica.

Secondo il rapporto di Bank of Canada la fiducia delle imprese si è nuovamente deteriorata. In un ambiente caratterizzato da un indebolimento della domanda e da vincoli di capacità moderati, i risultati di quasi tutte le domande del sondaggio utilizzate per calcolare l’indicatore Business Outlook Survey (BOS) sono diminuiti. L’indicatore BOS è sceso in questo trimestre a circa zero. Questo livello è leggermente inferiore alla media degli ultimi 10 anni, suggerendo che la fiducia delle imprese è in qualche modo minore rispetto al recente passato.

Le preoccupazioni per la domanda e il credito sono aumentate tra le imprese. Mentre molte aziende considerano ancora pressanti le pressioni sui costi, la carenza di manodopera e i problemi della catena di approvvigionamento, queste sfide sono diminuite di importanza in questo trimestre.

Se da un lato la maggior parte delle aziende si aspetta che il Canada entrerà in recessione entro i prossimi dodici mesi, la maggior parte di queste aziende pensa che la crisi economica sarà lieve: a conferma di questo, le aziende stesse non stanno apportando modifiche sostanziali alle loro operazioni in previsione di una possibile recessione. Tuttavia, alcune aziende stanno riducendo i budget o mettendo in pausa le espansioni. Alcune aziende ritengono che una recessione allevierà le sfide della catena di approvvigionamento, la carenza di manodopera e le pressioni sui costi. La maggior parte delle imprese ritiene che le cause di una recessione siano aumenti dei tassi di interesse e prezzi elevati che riducono la capacità di spesa delle famiglie.

Per il quarto trimestre consecutivo, le aziende prevedono che la crescita delle vendite rallenterà. Per oltre un terzo di tutte le aziende, questo è dopo significativi aumenti delle vendite nell’ultimo anno. Quasi 3 aziende su 10 – molto più del solito – si aspettano che le loro vendite diminuiscano, con la maggior parte che attribuisce il calo alla domanda interna più debole. Tra le imprese che prevedono vendite inferiori, molte hanno già visto un deterioramento dei loro indicatori di vendita futuri (ad esempio, richieste di informazioni sulle vendite e portafoglio ordini) rispetto a 12 mesi fa.

Ora Bank of Canada dovrà decidere se alzare nuovamente i tassi o invertire questa tendenza.

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