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Promesse dei leader in vista del voto

Promesse dei leader in vista del voto

TORONTO – La campagna elettorale entra nel vivo e le promesse dei leader di partito si sprecano.

Justin Trudeau – ieri, ad Hamilton – ha promesso che un nuovo governo liberale, da lui guidato, farà in modo che ogni canadese abbia accesso alla sanità pubblica gratuita, ai servizi di salute mentale, che possa permettersi i medicinali che gli occorrono e che – dulcis in fundo – abbia un medico di famiglia (cosa sempre più difficile da ottenere, specie nella grandi città).

Difatti sono circa cinque milioni i canadesi che non hanno – ancora oggi – accesso alle visite di un medico di famiglia. “Faremo in modo che ogni canadese possa usufruire di questo servizio così importante per la propria salute” ha detto Trudeau.

Il leader dei conservatori Andrew Scheer – che ha fatto nuovamente tappa a Vaughan – ha invece annunciato un piano in quattro punti per rendere l’acquisto della prima casa più accessibile a tutti i canadesi.

Da un mutuo immobiliare più agevolato, a quello trentennale con rate più basse per le giovani coppie al primo acquisto della casa, Scheer ha promesso che verrebbero svolte – da un suo governo – manovre per evitare il rigonfiamento ingiustificato dei prezzi del mercato immobiliare ed una politica che metta a disposizione l’eventuale surplus di bilancio federale a favore di uno sviluppo del settore, con la costruzione di nuove abitazioni dal prezzo meno caro.

Jagmeet Singh, leader dei neodemocratici, ha partecipato – domenica sera – ad un popolare programma televisivo in Quebec, sostenendo che un suo governo non si opporrebbe al cosiddetto Bill 21, che nella provincia francofona vieta di indossare chiari simboli di riferimento religioso (come turbanti, kippah o hijab) a chi ricopre incarichi da pubblico ufficiale quali insegnanti, poliziotti o giudici.

Elizabeth May, leader del partito dei verdi, ha fatto invece ieri tappa nelle province Atlantiche, dove ha evocato l’ampliamento del Canada Health Accord, per fare in modo che vengano potenziati i servizi di assistenza sanitaria e di salute mentale proprio nelle regioni più remote del nostro Paese.

La May ha sottolineato che un governo da lei diretto riterrebbe la crisi derivata dall’abuso degli oppiacei, più come una questione legata alla salute mentale, piuttosto che un tema di natura criminale.

Per esporre la loro piattaforma elettorale, prima del voto del 21 ottobre, i leader dei maggiori partiti parteciperanno ad altri dibattiti televisivi nazionali, previsti il 7 ottobre in lingua inglese ed il 10 in francese.

Giorgio Mitolo

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