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Progetto TCDSB/VCI: “Ministro Hunter, nomini un investigatore”

Progetto TCDSB/VCI: “Ministro Hunter, nomini un investigatore”

TORONTO – Quello del Columbus Centre è un tema che accende sempre più gli animi. Se poi Maria Rizzo getta benzina sul fuoco inviando una lettera aperta al deputato provinciale Mike Colle alquantoy controversa, le reazioni non si fanno attendere. 
Dopo il trustee Frank D’Amico, che ha preso le distanze dalla vice chair del Toronto Catholic District School Board, dicendo apertamente che la Rizzo “non parla per il board cattolico di Toronto”, anche l’avvocato Joseph Baglieri non si trattiene dal commentare la lettera aperta a Colle. 
Una lettera, questa, nella quale la Rizzo “delega” il compito di salvare il Columbus Centre al governo provinciale e a quello comunale. In sostanza se questi organi non riescono a farlo, allora la colpa per la sua demolizione ricadrà su di loro. Trovare una logica in tutto questo, pur mettendoci tutta la buona volontà, è davvero impossibile. Senza contare che far ricadere su altri le proprie colpe o i propri misfatti non è corretto ed ha tutta l’aria di una presa in giro. 
Dal momento che è stato proprio il Toronto Catholic District School Board a stipulare in gran segreto l’accordo per un progetto congiunto con Villa Charities Inc., il compito di tirarsi fuori spetterebbe, a fil di logica, proprio a questi.
La Rizzo, come fa notare Baglieri nella lettera pubblicata in questa pagina, ha il potere di mettere uno stop al controverso progetto semplicemente “scegliendo di stare dalla parte dei trustee che non lo sostengono e della comunità”. Evidentemente la volontà di salvare il Columbus Centre non è forte quanto quella di far andare in porto il progetto. 
Nel frattempo la comunità continua ad esercitare pressioni sul direttore all’Istruzione Rory McGuckin e sul ministro Mitzie Hunter: sono tantissime le lettere inviate oltre che per manifestare il proprio malcontento per sollecitare l’assegnazione di un investigatore provinciale, al fine di scoprire cosa si nasconde dietro all’accordo tra il TCDSB e la VCI. 
Dal momento che le richieste di una maggiore trasparenza riguardo alla partnership sono state ignorate sia dal board cattolico di Toronto che da Villa Charities molte persone hanno deciso di chiedere proprio al ministro Hunter, che ha già bloccato lo stanziamento di 32.8 milioni di dollari, un’investigazione del governo provinciale. In fondo quello stanziato al TCDSB è denaro pubblico che dovrebbe essere investito nel migliore dei modi.
Quel che colpisce l’attenzione è che tante di queste lettere, inviate per conoscenza anche al Corriere, portano le firme di persone le cui origini non sono sempre italiane. 
Alla Hunter, per esempio, oltre ad Angelo Scioscia e Mauro Pontiero, hanno scritto Wilma Eleanor Rebik, Paula e Alan Warren, Kersi Patel, Mathew Rosen mentre a Rory McGuckin si è rivolta Vera Held. L’elenco potrebbe continuare: è pur certo che gli italocanadesi in questa battaglia hanno il sostegno delle altre comunità.
Abbiamo provato a contattare la Rizzo per un commento ma al momento in cui andiamo in stampa non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
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