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Pressing dei premier su Trudeau: servono limitazioni più forti

Pressing dei premier su Trudeau: servono limitazioni più forti

Pressing dei premier su Trudeau: servono limitazioni più forti

TORONTO – Pressing dei premier canadesi su Justin Trudeau per l’approvazione di misure più stringenti per limitare il contagio del Covid- 19.

Ieri, nel tardo pomeriggio, il primo ministro e tutti i leader delle Province e dei Territori hanno partecipato a una teleconference per coordinare le prossime mosse contro la sfida lanciata dal coronavirus.

La posizione dei premier sul punto è pressoché unanime: serve un’azione comune, in tutte le regioni del Paese, se si vuole cercare di contrastare in modo efficace la pandemia. Stop quindi a provvedimenti a macchia di leopardo, stop alla presenza di limitazioni durissime su spostamenti e controllo di confi ni in alcune province da un lato, e misure meno stringenti in altre zone del Canada dall’altro.

La decisione del premier dell’Ontario Doug Ford di chiusura obbligatoria di tutte le attività non considerate essenziali rappresenta un’ulteriore indicazione in questo senso.

Trudeau durante il suo discorso alla nazione di ieri mattina ha però ribadito una questione ben precisa. Per poter agire in modo omogeneo in tutto il Paese sarà necessario fare ricorso all’Emergency Act, uno strumento esecutivo utilizzato nella storia canadese solamente tre volte – durante le due guerre mondiali e durante la crisi degli anni Settanta provocata dal terrorismo secessionista – che in sostanza trasferisce provvisoriamente alcune prerogative e funzioni in mano alle Province e ai Territori direttamente al governo federale.

Per questo motivo – ed è questa la preoccupazione principale del governo federale – serve un consenso ampio e condiviso tra tutti i leader provinciali se si vuole andare verso questa direzione.

Eppure sembra che non vi siano altre strade. Ma quello che ha colpito del suo intervento di ieri è stato il generale cambiamento dei toni: “Adesso basta tutti dobbiamo rispettare le indicazioni che vengono dalle autorità sanitarie. ha sottolineato il primo ministro. Per ora molti canadesi non stanno prendendo seriamente le indicazioni del governo sulla necessità di mantenere una distanza di sicurezza dalle altre persone per limitare il contagio, così come la richiesta da parte di Ottawa e delle province di rimanere a casa e cercare di evitare affollamenti e assembramenti. Se la situazione non dovesse cambiare, al governo federale rimarrebbe poca scelta: ci sarà il cosiddetto lockdown su scala nazionale, la chiusura sistematica di tutto eccetto quegli esercizi commerciali considerati vitali come i negozi alimentari e le farmacie.

Trudeau inoltre ha annunciato due iniziative ulteriori. Il governo federale stanzierà 192 milioni di dollari a una lunga serie di istituti di ricerca canadesi per trovare il vaccino contro il Covid-19.

Riceverà dei fondi federali AbCellera, una compagnia di biotech di Vancouver tra le più prestigiose al mondo. Lo stanziamento servirà a studiare i campioni di sangue delle persone che hanno contratto il coronavirus e che in seguito hanno sviluppato gli anticorpi verso la malattia. Nelle ultime settimane l’analisi del sangue di un guarito ha permesso ad AbCellera di identificare 500 anticorpi umani che diventano possibili candidati per il vaccino.

Il governo finanzierà anche Medicago, una compagnia di Quebec City specializzata in vaccini che ha già identifi cato un potenziale rimedio in attesa del via libera per il trial clinico.

Soldi anche all’Infectious Disease Organization – International Vaccine Centre (VIDO-InterVac) dell’Università del Saskatchewan, uno dei più autorevoli centri di ricerca epidemiologica del mondo, al National Research Council of Canada e a BlueDot, una compagnia di ricerca medica digitale di Toronto.

Saranno poi messi da parte altri 5 miliardi di dollari per il settore agricolo e della produzione alimentare. Quest’ultimo provvedimento sembra essere una risposta diretta alle richieste avanzate nei giorni scorsi dal Partito Conservatore, che chiedeva maggiore attenzione a questo importante comparto della filiera produttiva del Paese e che sembrava essere stato dimenticato dal pacchetto di aiuti da 82 miliardi di dollari annunciato mercoledì scorso dal ministro delle Finanze Bill Morneau.

E proprio i provvedimenti del governo saranno oggetto di discussione oggi a Ottawa alla House of Commons, che si riunisce in via straordinaria per approvare le misure a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese del nostro Paese che devono fare i conti con la crisi provocata dal coronavirus.

Sono solo 31 i deputati che parteciperanno alla discussione e alla votazione dei provvedimenti, che dovrebbero essere approvati molto velocemente e senza alcun tipo di impedimento visto il sì bipartisan arrivato da tutti i partiti d’opposizione.