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Presentate a Toronto anche le ragioni del No

Presentate a Toronto anche le ragioni del No

Presentate a Toronto anche le ragioni del No

dell’Onorevole Joe Volpe, Editore

TORONTO – Per come vanno gli incontri pubblici, il forum organizzato dal Ctim per discutere i meriti del No e del Sì al referendum del 4 dicembre in Italia è stato piuttosto calmo, a essere gentili.

Non che chi ha parlato ed è intervenuto non avesse un sacco di cose da dire. Al contrario, in tipico stile italiano, hanno parlato praticamente di tutto – forse precedendo e anticipando domande che non sono mai arrivate.

Forse era perché molti dei presenti sono abituati a un “comportamento rispettoso” quando un ospite viene a condividere le sue opinioni e la sua saggezza.

Hanno fatto sì che le risposte e le presentazioni ricordassero orazioni più che inviti a votare perché gli argomenti in una direzione o nell’altra fossero efficaci e convincenti.

Onestamente, che ci fosse qualcuno nel pubblico è in realtà un indicatore positivo dell’interesse del pubblico.

O, data la tempistica dell’evento, di eccezionale preparazione organizzativa da parte del presidente canadese, Franco Misuraca, e del suo esecutivo.

Gli ospiti Vincenzo Arcobelli, da Houston, Texas, e l’ex diplomatico e ministro degli Esteri Giulio Terzi non avrebbero avuto ragione di rimpiangere di essere venuti a parlare in favore del No.

Anche il relatore del posto, Emilio Battaglia, deve essere rimasto soddisfatto di aver avuto l’opportunità di intrattenere il pubblico con le sue opinioni.

Non posso commentare sui discorsi dei primi due, ma gli oratori devono aver provato un po’ di disagio dato che il Corriere Canadese esprime posizioni che loro non condividono. Ma questo non ha attenuato il loro ardore.

Carlo Consiglio, un veterano di questi incontri della comunità, è sembrato totalmente a suo agio nel dire la sua – come dovrebbe. Sono pochi gli esponenti di partito che parlano con l’energia e il coinvolgimento di cui lui è capace.

Deve essere una qualità contagiosa. Dopo il meeting, vari veterani di battaglie comunitarie hanno colto l’occasione di coinvolgermi in una serie di altre questioni che ritengono il Corriere debba affrontare, incluse le proposte ventilate per il terreno attualmente occupato dal Consolato Generale di Toronto. Era quasi come se si stessero preparando a discutere del prossimo importante argomento una volta che il dibattito sul referendum sarà superato – in un modo o nell’altro.

È un bene che ci siano ancora persone a cui sta a cuore la comunità. Il locale che ha ospitato l’evento si spaccia per IL Centro per le Attività della Comunità Italiana, eppure nessuno dei suoi rappresentanti si è fatto vedere. No, non è stato uno sgarbo voluto – due mesi fa hanno trattato con la stessa indifferenza il forum per il Sì.

(Giovedì 17 novembre 2016)

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