Pedaggi e ripicche, Tory accusa Wynne

di Francesco Veronesi del January 30, 2017
TORONTO - È scontro a tutto campo tra John Tory e Kathleen Wynne. 
La premier dell’Ontario, con una decisione che ha fatto infuriare il sindaco di Toronto, ha di fatto posto il suo veto alla richiesta di City Hall di concedere il benestare provinciale ai pedaggi sulla Gardiner Expressway e sulla Don Valley Parkway. In cambio la leader liberale ha deciso di raddoppiare i fondi destinati alle città grazie alla tassa sul carburante, che entro il 2021 dovrebbero generare per Toronto un extra gettito di 170 milioni di dollari. «Si tratta di una decisione poco lungimirante - ha dichiarato Tory durante una conferenza stampa a City Hall - Negando questo cambiamento nei regolamenti, la Provincia ha un forte impatto negativo nella capacità della città di risolvere le sue sfide fiscali e di investire sulle sue priorità. Questa è solo l’ultima di una serie di risposte paternalistiche che screditano l’autonomia municipale e le priorità dei quasi tre milioni di abitanti di Toronto”.
Parole durissime, che rendono l’idea di quanto sia diventato problematico il rapporto tra il primo cittadino di Toronto e la Wynne. «Non voglio più essere trattato come un ragazzino in pantaloncini corti che va a Queen’s Park e dice: “Per favore, mi potete aiutare con qualcosa che pensavo fosse nella City of Toronto Act e ritenevo potessi fare?”. Per poi sentirsi dire: “No, sono terribilmente dispiaciuto, vattene e torna un altro giorno”».
Secondo i calcoli presentati a dicembre da Tory al consigli comunale, l’attivazione dei pedaggi avrebbe garantito alla Città introiti annui compresi tra i 160 e i 300 milioni di dollari. Ma è evidente che la premier, che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con Tory, ha dovuto cedere alla pressione dei suoi parlamentari eletti fuori Toronto, a Mississauga, Vaughan, Brampton, Caledon e così via: i pedaggi sulle due arterie autostradali, infatti, erano stati visti come una sorta di balzello che sarebbe ricaduto soprattutto sulle spalle dei pendolari che lavorano a downtown. 
E anche l’annuncio di nuove risorse che arriveranno dalle imposte sul carburante è stato visto come una sorta di contentino per cercare di stemperare il clima rovente. 
«La nuova entrata è benvenuta - ha sottolineato il sindaco di Toronto - ma non è abbastanza. La tassa sulla benzina che è stata annunciata è molto inferiore a quanto Toronto avrebbe incassato da sola con un semplice cambiamento nei regolamenti del governo dell’Ontario». 
Insomma, i  rapporti tra City Hall e Queen’s Park si sono incrinati: resta capire se ci sarà la possibilità di ricucire gli strappi. Nell’immediato, questa ipotesi appare molto remota.
 

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Columbus Centre: La comunità in marcia contro il piano di VCI
di Mariella Policheni il September 29, 2017
Anche il sindaco Tory manifesta la sua solidarietà agli italocanadesi contrari alla demolizione del Columbus Centre

 
TORONTO - Il morale è alto. Scongiurare la demolizione del Columbus Centre è possibile. La comunità italiana, dopo la manifestazione di mercoledì sera, ci crede sempre di più. Una marea di gente, tante persone con cartelli con la scritta “Save Columbus Centre”, anziani e giovani, tutti animati dalla speranza che far sentire la propria voce possa essere utile a scongiurare la demolizione del centro comunitario. Con loro anche il deputato provinciale di Eglinton/Lawrence Mike Colle, il consigliere comunale Josh Colle e il sindaco di Toronto John Tory. 
 
Proprio la presenza del primo cittadino è stata vista come un segnale positivo dal popolo del Columbus Centre. «Non pensavo sarebbe stata una manifestazione così bella, la presenza del sindaco è stata una cosa speciale, bellissima, davvero non poteva andare meglio - dice con un sorriso Pasquale De Marco, che nelle ultime settimane ha fatto volantinaggio davanti alle chiese cattoliche di Toronto per informare la comunità sulla vicenda del Columbus Centre - ho parlato con tanta, tanta gente davanti alle chiese e mi sono reso conto che le persone capiscono perfettamente quello che sta succedendo e non si fanno imbambolare dalle belle parole di Villa Charities, sanno che la realtà è diversa».
Columbus Centre: Il progetto è ancora davanti all'OMB
di Mariella Policheni il August 23, 2017
TORONTO - Pur non scendendo nei dettagli, l’Ontario Municipal Board (OMB) ha confermato che la domanda di Villa Charities e del Toronto Catholic District School Board, è in attesa di essere presa in considerazione in data da stabilire. “Non posso commentare i dettagli dei casi davanti al tribunale. Tuttavia posso confermare che questo è ancora un caso attivo”, ha scritto in una email indirizzata al Corriere Canadese Monica Patricio, communications consultant dell’Ontario Municipal Board. Per seguire gli sviluppi del caso, ha aggiunto la Patricio, occorre consultare il website dell’OMB.
La domanda da porsi, in seguito a questa affermazione è semplicemente una: se il progetto di Villa Charities e il provveditorato agli studi delle scuole cattoliche di Toronto è in via di revisione, come mai l’OMB dovrà ancora pronunciarsi su un progetto bocciato, tra gli altri, anche dal ministro dell’Istruzione Mitzie Hunter? Villa Charities e il TCDSB hanno istituito un “Redevelopment Community Advisor Panel” al fine, si legge sul sito della stessa Villa Charities, di riceve l’input della comunità che disdegna completamente il progetto originario: nonostante ciò però non ha ritirato la domanda per procedere con il progetto che prevede la demolizione del Columbus Centre. 
I due appaltatori insomma, continuano sulla strada già intrapresa anche se, entro la fine del mese, dovranno presentare un progetto diverso al ministro Hunter se vogliono avere diritto ai 32.8 milioni di dollari già stanziati per il TCDSB. Dopo quasi due mesi, il lasso di tempo concesso dal ministro per sottoporle un progetto che non incontri l’opposizione della comunità come quello già presentato, è in arrivo il D-day: finora però i diretti interessati tacciono. 

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