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Passeggeri troppo vicini, torna la paura di volare

Passeggeri troppo vicini, torna la paura di volare

Passeggeri troppo vicini, torna la paura di volare

TORONTO – In tempi di Covid-19, gli aerei canadesi stanno affrontando nuovi tipi di turbolenze: quelle causate dai timori dei passeggeri per la propria sicurezza a bordo e dalla loro rabbia per i mancati rimborsi dei voli annullati causa-coronavirus.

A certificare i diffusi malumori dei (potenziali) viaggiatori è un’indagine effettuata da Leger e dall’Associazione per gli Studi Canadesi, secondo la quale da un lato l’allentamento della distanza fisica a bordo degli aerei spaventa moltissimo i canadesi che preferirebbero il ritorno alle precedenti prescrizioni, dall’altro l’emissione di “crediti” per i viaggi cancellati fa crescere la protesta.

Ma partiamo dalla sicurezza in volo. Secondo il sondaggio, il 72% dei canadesi interpellati (il campione era di 1.517 persone, intervistate fra il 3 e il 5 luglio) afferma di non essere a proprio agio nel volare a causa della decisione di alcune compagnie aeree (Air Canada e WestJet, nello specifico) di allentare i propri requisiti di distanza fisica in volo. Com’è noto, infatti, a partire dal 1° luglio scorso sia Air Canada che WestJet hanno cambiato la politica che bloccava la vendita di posti adiacenti: una misura, quest’ultima, che era allineata con un documento di orientamento per l’industria aeronautica pubblicato da Transport Canada ad aprile per aiutare a frenare la diffusione di Covid-19.

Adesso per le compagnie aeree è rimasto soltanto l’obbligo di far indossare le mascherine ai passeggeri ed agli equipaggi aerei. Ma solo il 22% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi a proprio agio a bordo senza alcuna distanza fisica in volo e con il solo obbligo di indossare le mascherine.

Le compagnie, però, difendono la propria decisione. WestJet, dopo le critiche ricevute per l’allentamento della distanza fisica a bordo, nei giorni scorsi ha emesso un comunicato nel quale dichiara che «ciò che rende sicuro un aereo e l’intero viaggio sono gli strati di pulizia migliorata, l’uso di mascherine ed i filtri HEPA di livello ospedaliero che rimuovono il 99,999% di tutte le particelle sospese nell’aria. Gli standard di igiene che abbiamo ora sono di classe mondiale e supportati da esperti del settore».

Ma c’è un altro fronte, altrettanto turbolento, per le compagnie: quello sorto in seguito al loro rifiuto di rimborsare completamente i biglietti per i voli cancellati a causa della pandemia.

Migliaia di persone hanno implorato il ministro federale dei Trasporti, Marc Garneau, di costringere le compagnie aeree ad emettere rimborsi, ma il membro del Governo ha rifiutato, sostenendo che imporre rimborsi ad un settore che ha perso oltre il 90% delle sue entrate paralizzerebbe l’industria. Il 72% dei canadesi ha dichiarato di essere totalmente contrario alla sua decisione.

Al posto dei rimborsi, le compagnie aeree hanno offerto dei buoni, i “voucher”, ma il sondaggio evidenzia che potrebbe volerci un bel po’ di tempo prima che le persone riprenotino i viaggi precedentemente annullati: l’85% degli intervistati, infatti, ha dichiarato ai sondaggisti di non avere alcuna alcuna intenzione di viaggiare fuori dal Paese entro la fine dell’anno. Forse anche per la paura di volare tutti “appiccicati”?