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Pacchetto d’aiuti, il deficit schizzerà a $252,1 miliardi

Pacchetto d’aiuti, il deficit schizzerà a $252,1 miliardi

Pacchetto d’aiuti, il deficit schizzerà a $252,1 miliardi

TORONTO – Il Canada si prepara a pagare un conto salatissimo a causa dell’emergenza provocata dalla pandemia.

Sin dall’inizio, come negli altri Paesi, il Covid-19 ha provocato una doppia crisi, parallela e tremenda: quella sanitaria e quella economica. E se la prima è stata in qualche modo contenuta rispetto ad altre Nazioni – e anche su questo fronte bisogna attendere gli sviluppi del contagio – la seconda è destinata a lasciare ferite e lacerazioni che non si potranno rimarginare per anni.

Secondo le stime presentate ieri dal Parliamentary Budget Officer Yves Giroux, il pacchetto di aiuti attivato dal governo federale per fare fronte alla crisi farà schizzare il deficit a quota 252,1 miliardi di dollari. Il calcolo si basa sui provvedimenti approvati dall’esecutivo per un totale di 146 miliardi di dollari.

Ma insieme a questo, bisogna anche tenere conto del crollo della produzione economica, della netta contrazione del Prodotto interno lordo e degli effetti del lockdown, con migliaia di esercizi commerciali e attività che non saranno in grado di riaprire una volta che saranno allentate le restrizioni imposte ormai da un mese e mezzo.

Secondo Giroux, il Pil subirà un crollo del 12 per cento nel 2020, mentre il rapporto tra il debito e il Prodotto interno lordo arriverà a quota 48,4 per cento

.“Fino a questo punto – ha sottolineato il Parliamentary Budget Officer – le misure annunciate dal governo sono da intendere come temporanee. Una volta che questi provvedimenti non saranno più e¢ ettivi e l’economia inizierà a riprendersi, il rapporto debito-Pil dovrebbe stabilizzarsi, ma se alcune misure dovessero essere estese o addirittura diventare permanenti, questo rapporto continuerà a salire”.

Ma non solo. Sempre secondo Giroux nelle prossime settimane – fatto peraltro ribadito in più di un’occasione dallo stesso Justin Trudeau – potrebbero essere necessari altri interventi del governo per garantire un sostegno ad alcuni comparti produttivi del Paese che non hanno ancora ricevuto aiuti economici. Anche questo fattore potrebbe fare aumentare il defi cit complessivo che ci ritroveremo in questo anno fiscale.

Il pacchetto d’aiuti è stato messo in piedi da Ottawa nelle ultime settimane, con un effetto retroattivo che arriva a metà marzo. Sono quattro i principali provvedimenti.

Il primo, denominato Canada Emergency Response Benefit (Cerb) garantisce 2mila dollari mensili per 16 settimane a tutti i canadesi che abbiano perso il lavoro a causa del Covid-19 e a tutti coloro che sono costretti a rimanere a casa per accudire un familiare ammalato.

Il secondo invece è un piano di sussidi governativi rivolto alle aziende e alle attività commerciali che garantisce il pagamento del 75 per cento dello stipendio di tutti i dipendenti fino a 58mila dollari. In questo caso il datore di lavoro, che deve mantenere in organico la forza lavoro o richiamarla dopo averla licenziata o messa in cassa integrazione, deve pagare il restante 25 per cento.

Il terzo principale programma riguarda sempre le imprese, con un piano di prestiti a tasso zero fino a 40mila dollari, con 10mila dollari a fondo perduto.

L’ultimo, infine, è un pacchetto di aiuti destinato agli studenti per un totale di 9 miliardi di dollari.

Di fronte a questo scenario, è comprensibile l’impazienza di alcune province che vogliono forzare i tempi per la riapertura.

In particolare, il Manitoba, il Saksatchewan e il New Brunswick hanno già deciso di passare alla fase 2 a partire dal 4 maggio, con la graduale riapertura dei negozi e di altre attività, mentre il Quebec ha già annunciato la riapertura delle scuole elementari e degli asili dall’11 maggio.

Allo stesso tempo però le autorità sanitarie federali frenano. Il contagio è ancora presente in numerose aree del Paese e per questo l’apertura dovrebbe avvenire con estrema cautela e con la consapevolezza che di fronte a una nuova impennata di casi le province saranno costrette a tornare sui loro passi e a riattivare nuove misure restrittive.