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Spese sanitarie e lotta alla pandemia, scontro alla Camera

Spese sanitarie e lotta alla pandemia, scontro alla Camera

Spese sanitarie e lotta alla pandemia, scontro alla Camera

TORONTO – Il Covid è ancora terreno di scontro tra il governo e le opposizioni. Ad alimentare nuove frizioni alla House of Commons è stata ieri la mozione presentata dal Partito Conservatore, appoggiata anche dall’Ndp e dal Bloc Quebecois che affida alla commissione Sanità della Camera il compito di analizzare e passare al vaglio migliaia di documenti relativi ai contratti di appalto approvati dall’esecutivo durante la prima ondata della pandemia di Covid-19 per l’acquisto di mascherine, guanti, macchinari medici e kit per il test rapido.

Fino a questo momento abbiamo assistito al muro contro muro, con la minaccia – poi saltata – da parte del primo ministro Justin Trudeau di porre la questione di fiducia sulla mozione delle opposizioni.

Da un lato il governo sostiene che il passaggio della documentazione paralizzerebbe il lavoro dei ministri impegnati nell’attivazione dei piani del governo per tamponare la crisi sanitaria.

Le opposizioni, dal canto loro, continuano a chiedere maggiore trasparenza sulla gestione del governo di contratti per svariati miliardi di dollari.

Ieri, in mattinata, era stata la stessa ministra Anita Anand a lanciare l’allarme. “Il reperimento da parte del Canada di materiale protettivo, equipaggiamento medico sanitario e test rapidi è chiaramente in pericolo. Si rischia di rendere pubbliche informazioni sensibili di carattere commerciale, spaventando le ditte produttrici e le compagnie farmaceutiche che vorrebbero fare affari con il Canada. Non si tratta solamente di violare contratti già esistenti che hanno, per esempio, delle clausole di confidenzialità in vigore: il pericolo riguarda anche altre questioni che sono al centro del negoziato in questo momento”.

Molte compagnie farmaceutiche nei giorni scorsi hanno espresso la loro perplessità sulla manovra. Ultima, in ordine di tempo, la Pfizer, che ieri per bocca del suo presidente Cole Pinnow ha chiesto delle rassicurazioni sulla tutela di informazioni confidenziali contenute negli atti governativi: su questo fronte, il gigante farmaceutico americano si è già rivolto ai propri legali per tutelare i suoi interessi.

Insomma, lo scontro politico alla House of Commons rischia di avere degli strascichi lega-li, in una fase – quella della seconda ondata della pandemia – nella quale la classe politica dovrebbe concentrarsi sulle risposte concrete alla doppia crisi sanitaria ed economica e non andare ad intasare le aule di Giustizia.

Sempre ieri alla commissione Etica i liberali, questa volta appoggiati dal Bloc, hanno bocciato la richiesta dei conservatori di acquisire i documenti relativi ai compensi di Trudeau e la moglie Sophie ricevuti da We Charity a partire dal 2008. Si tratta dell’ultimo capitolo di una vicenda estremamente controversa, sulla quale le opposizioni promettono di dare battaglia.