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Covid e nuova agenda, la rischiosa scommessa di Justin Trudeau

Covid e nuova agenda, la rischiosa scommessa di Justin Trudeau

Covid e nuova agenda, la rischiosa scommessa di Justin Trudeau

TORONTO – Mercoledì sera abbiamo scoperto di essere nel pieno della seconda ondata di Covid-19 in Canada. Ad annunciarlo è stato il primo ministro Justin Trudeau, a poche ore di distanza dal Discorso dal Trono nel quale il leader liberale ha elencato quelle che saranno le priorità di governo nel futuro prossimo.

A questo punto Trudeau ha scoperto le carte. Con i conservatori che si sono tirati subito fuori, annunciando la loro intenzione a non votare la fiducia all’esecutivo grit, spetterà all’Ndp sostenere ancora una volta il governo per scongiurare l’ipotesi di voto anticipato. Al momento in cui andiamo in stampa sta continuando il dibattito alla House of Commons prima del voto di fiducia.

In ogni caso quella di Trudeau rappresenta una scommessa rischiosa. Non tanto per la tenuta attuale del governo, che non dovrebbe avere problemi nei prossimi mesi, ma per i programmi a lungo raggio.

L’esecutivo nei prossimi mesi sarà chiamato a un compito davvero proibitivo: arginare la pandemia, rafforzare i meccanismi di risposta del sistema sanitario, mettere una pezza al deficit di 383 miliardi di dollari, rilanciare l’economia e l’occupazione e attivare nuovi programmi di aiuti per i canadesi. E il primo ministro dovrà farlo senza avere una maggioranza assoluta in parlamento. Quindi, in una posizione di debolezza, con le opposizioni che si stanno riorganizzando e con il nuovo leader del Partito Conservatore, Erin O’Toole, pronto alla svolta rispetto al predecessore Andrew Scheer.

Senza contare che quanto promesso nel Discorso dal Trono è davvero ambizioso, forse troppo. Un sistema di childcare nazionale, linee guida per le case di cura a lunga degenza, rilancio delle politiche ambientali, il tutto nel bel mezzo della pandemia. E la promessa di creare un milione di posti di lavoro ricorda tanto quella fatta da Silvio Berlusconi l’8 maggio del 2001 con la famosa firma del contratto con gli italiani a Porta a Porta, con Bruna Vespa come garante. Con i risultati che non furono certo quelli promessi.

Le previsioni che emergono un po’ da tutte le parti vedono un governo in “libertà vigilata”, con le opposizioni pronte a staccare la spina non appena converrà a loro tornare alle urne, possibilmente la prossima primavera.