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Ottawa, fondi ai Comuni. La rabbia di John Tory: “Risorse insufficienti”

Ottawa, fondi ai Comuni. La rabbia di John Tory: “Risorse insufficienti”

Ottawa, fondi ai Comuni. La rabbia di John Tory: “Risorse insufficienti”

TORONTO – Ancora tensioni tra il governo federale e i Comuni. Ieri Justin Trudeau ha annunciato lo stanziamento di 2,2 miliardi di dollari a favore delle singole municipalità per aiutare gli enti locali a rimettere in sesto i loro traballanti bilanci, così duramente colpiti dalla conseguenze della pandemia di Covid-19.

Ma a scatenare la polemica è il fatto che non si tratta di fondi nuovi: in realtà questi 2,2 miliardi di dollari fanno parte di risorse già messe a disposizione del governo federale in epoca pre Covid-19.

Ottawa, invece di stanziare questi fondi in due tranche, come prevede la legge, ha semplicemente deciso di metterli immediatamente a disposizione dei Comuni.

Gli enti locali, che già la scorsa settimana avevano polemizzato con il primo ministro per la presunta scarsa attenzione del governo verso le richieste delle singole città, non hanno accolto con grande entusiasmo l’annuncio di ieri.

La cifra messa a disposizione da Ottawa appare troppo esigua, in quanto i 2,2 miliardi dovranno essere divisi tra 3.600 municipalità sparse in tutto il Canada. Allo stesso tempo, questi fondi dovranno essere utilizzati per le infrastrutture, rigidamente suddivise in 18 categorie.

Non si tratta, insomma, di un aiuto finanziario del governo federale a fondo perduto, ma dell’anticipo di uno stanziamento già previsto da utilizzare secondo modalità e tempistiche ben definite.

Le singole realtà locali si trovano in grande difficoltà. Secondo molti analisti, se non ci saranno degli aiuti federali e provinciali più consistenti, molti Comuni rischiano il default. E siccome per statuto le città – a differenza del governo federale e di quello provinciale – non possono fare ricorso al deficit, il grande rischio è che i sindaci saranno costretti ad aumentare esponenzialmente l’unica fonte di entrata per i Comuni, ovvero le tasse di proprietà sulle case.

La scorsa settimana i maggiori rappresentanti della federazione canadese delle municipalità avevano chiesto a Ottawa un intervento una tantum non inferiore ai 15 miliardi di dollari, una richiesta che per ora non ha trovato riscontro nel governo federale.

Sempre ieri non ha nascosto la propria delusione il sindaco di Toronto John Tory, che ha sottolineato come la città abbia bisogno di un sostegno finanziario molto maggiore rispetto a quanto è stato stanziato.

I funzionari torontini hanno stimato in almeno 1,5 miliardi di dollari la perdita di future entrate per l’anno fiscale corrente a causa della pandemia di Covid-19. “Abbiamo bisogno di molti più soldi – non si è nascosto il primo cittadino di Toronto – semplicemente per il fatto che le entrate messe a bilancio non ci saranno. Non voglio certo disprezzare quello che stanno facendo oggi – ha poi aggiunto – che infatti aiuterà almeno un po’. Ma allo stesso tempo è di un’importanza cruciale per la ripresa economica di questo Paese che la situazione finanziaria delle singole città sia stabile e ben definita, senza l’attuale clima di incertezza”.

Piccole schermaglie, che tuttavia potrebbero essere il preambolo di uno scontro ben più duro quando le singole amministrazioni cittadine dovranno fare i conti con i rispettivi budget per il prossimo anno fiscale.

Nella polemica è entrato infine anche il leader dell’Ndp Jagmeet Singh, che ha chiesto al primo ministro una maggiore attenzione alle esigenze dei Comuni. Il segretario neodemocratico ha ribadito la necessità che il governo federali si accolli, almeno in parte, il pagamento diretto dei costi operativi dei Comuni, per evitare che questi vadano in bancarotta.