Ontario, impazza
il totoministri:
governo in 10 giorni

di Francesco Veronesi del 9 June 2022

TORONTO - A pochi giorni dalla schiacciante vittoria alle urne, impazza il totoministri in Ontario. Il leader del Progressive Conservative, Doug Ford, si prepara a tornare a Queen’s Park per il suo secondo mandato da premier, forte di un sostegno popolare diffuso e con una squadra parlamentare che potrà contare su 83 seggi, sette in più rispetto alla precedente legislatura.

Per ora non sono stati ufficializzati i tempi di questa fase istituzionale, che prevede la riapertura dell’assemblea legislativa provinciale, la nomina dei nuovi ministri, il giuramento, il Discorso dal Trono e il voto di fiducia, che in questo caso sarà una semplice formalità, visto che la maggioranza assoluta a Queen’s Park è di 63 voti.

Ford e il suo entourage sono impegnati in questo giorni alla formazione della squadra di governo. Quello che è certo è che nel prossimi esecutivo troveremo un mix di ministri uscente e facce nuove, mentre sul fronte delle nomine restano ancora importanti caselle da riempire.

La prima e la più significativa è quella relativa alla Sanità. Rispetto al governo uscente, infatti, l’unico ministro che ha deciso di non ricandidarsi è proprio Christine Elliott, che tra l’altro nella scorsa legislatura ha ricoperto anche la carica di vice premier. Il premier per questo ruolo sta ovviamente pensando a un fedelissimo di peso: tra i nomi che circolano, quello di Vic Fedeli - che lascerebbe quindi un altro dicastero chiave, quello dello Sviluppo economico - quello di Caroline Mulroney, quello di Greg Rickford e quello di Sylvia Jones. In corsa anche Stephen Lecce, che potrebbe quindi lasciare l’Istruzione pubblica per un portafoglio altrettanto importante.

In salita anche le quotazioni di altri due italocanadesi. Paul Calandra, dopo essere stato il capogruppo alla Camera nella scorsa legislatura e, in seguito ministro degli Affari Legislativi e delle Case di cura a lunga degenza (LTC), potrebbe essere premiato con un ruolo di riguardo nel prossimo esecutivo. Piccini, David, ex ministro dell’Ambiente, potrebbe invece andare ai Trasporti. Blindata a doppia mandata la posizione di Peter Bethlenfalvy al dicastero delle Finanze, torneranno nel governo anche altri tre ministri chiave della seconda parte della scorsa legislatura: Monte McNaughton (Lavoro), Lisa MacLeod (Turismo) e Lisa Thompson (Agricoltura).

Chi spera in una promozione dopo la gavetta governativa degli ultimi quattro anni è Ross Romano, già ministro delle Università e dei College e ministro per i Servizi dei Consumatori. In cerca della riconferma anche Todd Smith (Energia) e Kinga Surma (Infrastrutture).

Farà sicuramente parte del nuovo esecutivo Neil Lumsden, ex stella del football canadese (CFL) alla prima esperienza parlamentare dopo la vittoria nel distretto di Hamilton East-Stoney Creek: è lui il favorito per il dicastero dello Sport.

Oltre alle cariche ministeriali, ci sarà poi da riempire le caselle relative ai sottosegretari (Parliamentary Assistant).

Otto deputati che ricoprivano questa carica in vari ministeri non si sono nemmeno ricandidati: si tratta di Gila Martow, Amy Fee, Randy Pettapiece, Jim McDonell , Norm Miller, Jane McKenna e Toby Barrett.

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