CorrCan Media Group

Oggi i funerali di Anne Marie D’Amico

Oggi i funerali di Anne Marie D’Amico

TORONTO – Sono iniziati ieri a Toronto i funerali delle vittime di Alek Manassian. Dopo lo smarrimento e lo sconcerto iniziale è giunto ora il momento di celebrare e ricordare la memoria degli scomparsi con il rito funebre secondo i dettami della fede di ognuna delle vittime. Ieri parenti ed amici hanno partecipato alla celebrazione dei funerali della ottantatreenne Geraldine Brady e la ottantenne Dorothy Sewell. Due anziane dinamiche che lo scorso 23 aprile si sono trovate a camminare, come le altre vittime e i feriti, lungo Yonge Street per godere della prima giornata di primavera di quest’anno. 
Così come, uscita dal vicino ufficio dove lavorava durante l’ora di pranzo, ha trovato la morte anche Anne Marie D’Amico, 30 anni. I funerali della giovane italo-canadese “allegra, generosa e sempre sorridente” saranno celebrati oggi alle 11 nella chiesa di St. Clare. Le sue foto, nelle quali si mostra sempre con il sorriso sulle labbra, sono apparse nei giorni scorsi su tutti i giornali e in televisione facendo diventare il viso di questa giovane donna un volto familiare. La sua morte, così come quella delle altre nove persone, ha addolorato sia chi la conosceva che coloro che fino al giorno della tragedia ignoravano la sua esistenza. 
A lottare per la propria vita al Sunnybrook Hospital sono ancora quattro persone. Lo ha comunicato ieri l’ospedale che ha aggiornato le condizioni dei feriti: una persona è stata dimessa mentre lo stato di salute di altre tre è migliorato notevolmente.
È stato proprio al Sunnybrook che è stata trasportata la maggior parte dei feriti, uno dopo l’altro, nel giro di 45 minuti. L’ospedale ha attivato il “codice arancione” per indicare una situazione di allarme dovuta a una strage di massa. Uccidere il maggior numero di persone possibile era proprio l’intenzione di Alek Minassian, il venticinquenne di Richmond Hill che si è messo alla guida di un van noleggiato, per seminare morte. Le indagini sono ancora nella fase iniziale ma gli investigatori stanno lavorando alacremente per fare luce sulla tragedia: al momento nessuna pista viene tralasciata anche se nei giorni scorsi ha preso sempre maggiore consistenza quella che indica l’odio smisurato di Minassian verso le donne e la frustrazione per non essere riuscito a stabilire relazioni di carattere psicologico e fisico con l’altro sesso. In un post apparso sul suo profilo Facebook pochi minuti prima della strage l’accusato indicava la sua appartenenza al gruppo online “The Incel Rebellion” formato da uomini rifiutati dalle donne.
Ma mentre ci si interroga sulla motivazione che ha fatto scattare in Minassian la terribile decisione di compiere la strage, sono state migliaia le persone che nei giorni scorsi hanno visitato memoriali improvvisati sorti nella Olive Square e nella Mel Lastman Square. 
Tramite il suo portavoce Don Peat, il sindaco di Toronto ha ringraziato tutti coloro che si sono recati in questi siti per rendere omaggio alle vittime e lasciare messaggi di amore e di sostegno.
Peat ha detto che Tory parlerà con la comunità e il consigliere comunale locale per istituire un memoriale permanente a ricordo del tragico evento. 
La solidarietà dei residenti di Toronto è comunque tangibile: fino a ieri il fondo #TorontoStrong, lanciato la scorsa settimana per aiutare le vittime, le loro famiglie e coloro che sono stati seriamente colpiti dalla tragedia, ha già raccolto più di 2 milioni di dollari.
 
 

More in Canada