Non solo Covid:
pronto soccorso ’sold out’

di Marzio Pelu del 14 June 2022

TORONTO - Di tutto, di più: lesioni, traumi, e pure virus (Covid-19 a parte). Gli ospedali dell'Ontario - e non solo - sono di nuovo sotto assedio ma questa volta non per la pandemia, bensì per altri motivi: dall'influenza stagionale alle ferite che le persone (soprattutto giovani), tornate "libere" dopo due anni di restrizioni, si procurano in svariati modi.

La situazione è simile in tutti gli ospedali del Paese: record di accessi al pronto soccorso e posti-letto esauriti. Il CHEO (nella foto sopra, dal suo profilo Twitter), ospedale pediatrico dell'Ontario orientale (Ottawa), ha addirittura twittato, domenica, che l'ultimo weekend è stato "come nessun altro mai in 48 anni di storia dell'ospedale". Ben sedici i pazienti ricoverati senza letti disponibili: sono rimasti in pronto soccorso, alcuni per quasi quarantotto ore. "Un numero di giovani superiore alla media è arrivato in ospedale, da venerdì, con virus, traumi e lesioni più gravi del normale, e non ci sono più posti-letto disponibili", hanno infatti spiegato dalla struttura, aggiungendo che "nelle ultime sei settimane, i nostri reparti medici di ricovero sono stati gremiti. Ancora una volta, con più giovani del normale che sono più malati del normale. Oltre al Covid-19, anche l'influenza, interventi chirurgici e molte altre cause".

I casi di influenza hanno visto un raro aumento primaverile in Canada a seguito dell'allentamento delle restrizioni anti-Covid. L'Agenzia per la Salute Pubblica del Canada (PHAC) ha segnalato più di 1.300 casi di influenza in tutto il Paese tra il 29 maggio e il 4 giugno. Per fare un paragone, l'anno scorso si era verificato un solo caso di influenza tra il 23 maggio e il 19 giugno.

PHAC afferma inoltre che mentre il numero di ricoveri pediatrici associati all'influenza segnalati è diminuito nelle ultime settimane, rimane al di sopra dei livelli tipici di questo periodo dell'anno. E comunque il CHEO sta segnalando il maggio più intenso di sempre per il suo pronto soccorso e pure giugno potrebbe essere un mese da record per i ricoveri. Le persone che si recano al pronto soccorso e che non hanno bisogno di cure immediate rischiano quindi di dover fare lunghe attese e dagli ospedali si esortano le famiglie a considerare alternative al pronto soccorso, come medici di famiglia o ambulatori, ove possibile.

Stessa situazione a Toronto: a segnalarlo, ancora una volta tramite Twitter, è il dottor Kashif Pirzada (nella foto sotto, dal suo profilo Twitter), un medico del pronto soccorso, preso d'assalto in questi giorni. "Al momento in Ontario, i tempi di attesa e l'affollamento del pronto soccorso sono a livelli di crisi. Molti di noi non hanno mai visto una situazione così grave in tutta la nostra carriera", con tempi di attesa tra le sei e le otto ore se si va al pronto soccorso.

"Non c'è il personale - ha poi detto il medico a CTV News - : tutto, dalle semplice ferite ai casi più gravi, necessita più tempo del dovuto. Molti medici di famiglia hanno paura di vedere i pazienti di persona a causa del rischio-Covid". E sono calate le visite "virtuali": secondo il Ministero della Salute, soltanto il 40% degli appuntamenti con i medici in Ontario è tramite video o telefono, mentre all'apice della pandemia la percentuale era il 97%. Risultato: tutti in pronto soccorso, per qualunque cosa.

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