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No al meeting, Mike Colle contro il TCDSB

No al meeting, Mike Colle contro il TCDSB

TORONTO – Ha un diavolo per capello Mike Colle. Di essere preso in giro così e di sentirsi dire no per ben due volte, dalla Dante Alighieri Academy prima e dalla Regina Mundi pochi giorni dopo, non se lo aspettava proprio. Il diniego del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) alla richiesta di poter usufruire di una delle due scuole per un importante meeting pubblico nel quale “tutti coloro che sarebbero interessati dalla demolizione del Columbus Center e dalla costruzione di un altro edificio” avrebbero potuto partecipare per esprimere la propria opinione in proposito, proprio non gli va giù. «Sono davvero molto irritato con il board cattolico di Toronto per aver rigettato la mia domanda di poter tenere la riunione in una delle scuole – dice il deputato provinciale Colle – questa è una decisione assurda. Come si può impedire un meeting con i residenti sul futuro delle due scuole e sul progetto nel quale 32.8 milioni di dollari dovrebbero essere stanziati dal ministero dell’Istruzione? Questo è denaro pubblico, denaro di tutti i contribuenti».
Quanto successo, secondo l’mpp di Eglinton/Lawrence ha tutte le caratteristiche di una telenovela con una trama intricata e colpi di scena: «La scorsa settimana ho telefonato alla preside della Dante Alighieri Academy per chiederle di poter usare il 5 dicembre l’auditorium per il meeting. La risposta è stata positiva, ma due giorni dopo ho ricevuto una telefonata dallo school board nella quale mi è stato detto che purtroppo l’auditorium era già riservato – dice Colle – mi è stato proposto di usare il 4 dicembre, un giorno diverso da quello che avevo in programma, la palestra della Regina Mundi, cosa che ho accettato».
A questo punto, nonostante il passo indietro del TCDSB per la Dante Alighieri, il problema sembrava risolto. Non è stato così però. «Martedì ho ricevuto un’altra telefonata dal provveditorato cattolico in cui venivo informato che la mia richiesta di utilizzare la Regina Mundi era stata respinta dall’Associate director, Planning and Facilities Angelo Sangiorgio – continua Colle – in 22 anni non mi è mai stato negato di organizzare un meeting in una scuola cattolica o pubblica. Mai».
La motivazione per il rifiuto data da Sangiorgio è sempre la stessa: la palestra della scuola è già riservata. 
«Come è possibile che la Dante era disponibile, ma due giorni dopo non lo era più, che la Regina che mi è stata proposta dal board stesso a distanza di qualche giorno non lo era più? – si chiede infuriato Colle – questa situazione è a dir poco assurda. Fondamentalmente mi è stato negato di tenere un meeting pubblico in entrambe le scuole».
Mike Colle cerca di leggere, come si suol dire, tra le righe, di capire cosa c’è dietro il secco no: «Ho l’impressione che abbiano paura di questo meeting, che cerchino in sostanza di impedirlo e non dare la possibilità alla gente di esprimere la propria opinione sul progetto che cambierebbe inevitabilmente il volto di questo angolo di Lawrence e Dufferin e che riguarda sia la scuola Dante Alighieri che Regina Mundi – tenta una analisi Colle – cosa stanno cercando di nascondere? Cosa pensano di ottenere chiudendo la bocca alla gente?».
A Colle non va proprio giù questo doppio rifiuto del Toronto Catholic District School Board ed assicura che non finirà così. «Porterò il ministro Hunter a conoscenza di quanto accaduto – aggiunge Colle – voglio sapere come si può giustificare l’impedimento del  TCDSB, che è finanziato pubblicamente, ad un deputato provinciale di tenere un meeting sul futuro delle due scuole e dei 32.8 milioni di dollari che  andrebbero a contribuire alla realizzazione del progetto?».
Nel frattempo la notizia del rifiuto opposto dal board cattolico di Toronto all’uso delle sue scuole ha infiammato gli animi. Sono in molti che hanno contattato la trustee del ward 5 Maria Rizzo per protestare. “Se il TCDSB è veramente interessato a una consultazione pubblica, incontri come questi sono una necessità.. Mettere a tacere i contribuenti e i sostenitori delle scuole cattoliche non è accettabile ed è antidemocratico. Mi addolora vedere che sta andando contro i desideri dei suoi elettori… qualcosa che ha detto che non avrebbe mai fatto – ha scritto Pat Panetta Reinhardt nella sua email  alla neoeletta vice chair del board Maria Rizzo – la imploro di fare la cosa giusta e di consentire che le consultazioni si svolgano in un luogo che permetta discussioni aperte e imparziali. Lei corre il rischio di ostacolare il processo democratico che tanto apprezziamo in Canada”.
Dello stesso tenore è quanto scritto da Angelo Scioscia: “Maria permetta il meeting. Non farlo mostra un’incredibile mancanza di civiltà e dimostra che non vuole o non ha fiducia nell'input della vera comunità. Non lasci che questa diventi una questione personale egocentrica alla Trump che alla fine la porterà  dalla parte sbagliata della storia”. Anche Elio Costa sferra un attacco al TCDSB. “Molte persone, me compreso, sono indignate per l’annullamento dell'incontro organizzato dall’mpp Mike Colle a Regina Mundi il 4 dicembre. Apparentemente non è stata fornita alcuna spiegazione. Questo francamente smentisce la tesi del TCDSB secondo cui la maggior parte dei trustee è interessata ad ascoltare la prospettiva autentica e obiettiva della comunità sulla questione del Columbus Centre – scrive Costa – … nonostante la forte opposizione alla demolizione del Columbus Centre che avete visto alla riunione del board due settimane fa, sta diventando chiaro che lei e il board non siete in buona fede. Se desidera che i trustee del TCDSB conservino  un briciolo di dignità metta la sua integrità in prima fila e si assicuri che la decisione di bloccare il meeting venga revocata”.
Sono pungenti anche le parole dell’avvocato Joseph Baglieri. “Francamente, quando ho sentito per la prima volta che Regina Mundi sarebbe stata la sede della nostra manifestazione il 4 dicembre, sono rimasto piuttosto sorpreso. Il TCDSB sta effettivamente rispettando i suoi obblighi morali nei confronti della comunità che lo sostiene, compresi coloro che potrebbero opporsi a uno dei suoi progetti e consente l’uso di una delle sue scuole? Come cristiani che porgono l’altra guancia mentre cercano di recuperare quelle “pecorelle smarrite” tra di noi mostrando questa abnegazione caritatevole!! – scrive Baglieri – non è una coincidenza che una delle prime azioni che emerge dal nuovo regime di Rizzo/ Poplawski è la negazione di una sede ad una parte della comunità che si oppone all’arroganza e all’avidità di Villa Charities, fiancheggiata dal loro equivalente al TCDSB. È tempo di rispondere con più delle sole parole. Io, per esempio, sto reindirizzando per il 2018 la parte delle mie tasse patrimoniali destinata all’istruzione, sul mio modesto ma non insignificante investimento nei beni immobili, al board pubblico”. 
La risposta data da Maria Rizzo è stata “Sono sicura che Mike Colle ha molti altri posti dove può ottenere il permesso. Comunque sono disposta a parlarne con lui”.
Intanto Colle non demorde: «Non ci fermeranno – assicura – il meeting lo faremo, se necessario anche in mezzo alla strada». 
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