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Ndp in caduta libera: boccata d’ossigeno per il Partito Liberale

Ndp in caduta libera: boccata d’ossigeno per il Partito Liberale

TORONTO – Allarme a sinistra. L’Ndp continua a segnare il passo nei sondaggi e la fuga dell’elettorato neodemocratico rappresenta una boccata d’ossigeno per il primo ministro uscente Justin Trudeau, che sale nei sondaggi e guadagna oltre 3 punti percentuali sul Partito Conservatore di Andrew Scheer.

A confermare per l’ennesima volta questa dinamica, a meno di sei settimane dall’appuntamento alle urne, è un sondaggio pubblicato ieri da Mainstreet Research, che mette in luce le difficoltà di Jagmeet Singh e la crescita costante del Green Party di Elizabeth May e, allo stesso tempo, ribadisce come la partita per la conquista della maggioranza a Parliament Hill sia ancora apertissima.

Stando a quest’ultima indagine demoscopica, se si votasse in questo momento il Partito Liberale raggiungerebbe quota 37,5 per cento, distanziando i conservatori fermi al 34 per cento, un valore rimasto pressoché identico in tutti i sondaggi dell’ultimo mese. A sinistra invece assistiamo al clamoroso sorpasso dei verdi sugli ndippini.

Secondo Mainstreet Research, gli ambientalisti sarebbero al 10,8 per cento, mentre i neodemocratici non andrebbero oltre l’8,4 per cento. Una percentuale questa che se dovesse essere confermata alle elezioni del 21 ottobre rappresenterebbe un clamoroso flop, paragonabile alle deblace del 1993 (l’Ndp prese il 6,9 per cento) e del 2000 (8,5 per cento).

È quindi del tutto evidente che l’elettorato ndippino, in cerca di alternative, si stia dividendo tra il possibile sostegno a Trudeau e l’opzione verde.

Quest potenziale sviluppo è ancora più evidente se andiamo ad analizzare i dati relativi all’Ontario. Qui il Partito Liberale viaggia sopra il 45 per cento, con i conservatori poco oltre il 30 per cento, il Green Party al 10,1 e l’Ndp inchiodato a un preoccupante 7,5 per cento. Certo, c’è ancora tempo per invertire questa tendenza, anche se i segnali che sono arrivati negli ultimi giorni non promettono nulla di buono.

La fuga, in massa, dei candidati neodemocratici del New Brunswick – che hanno lasciato l’Ndp e si sono iscritti ai Verdi – rispecchia il malcontento non solo della base, ma anche della classe dirigente del partito. Sembrano passati secoli dall’ondata arancione di Jack Layton del 2011, quando l’Ndp conquistò il 30,6 per cento dei voti, eleggendo 103 deputati.

Ora i sondaggisti parlano apertamente di lotta all’ultimo voto per la sopravvivenza politica, in un contesto caratterizzato da un sistema elettorale maggioritario a turno unico che non concede sconti e che potrebbe decretare la Caporetto del partito.

I Verdi, intanto, grazie alle difficoltà dei rivali a sinistra, stanno crescendo in British Columbia e in Ontario e sperano di monetizzare in termini di voto questa impennata di consenso.

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