LTC, medici, pronto soccorso:
sanità provinciale nel caos

di Francesco Veronesi del August 25, 2022

TORONTO - È sempre caos nel settore sanitario dell’Ontario. Scontro sulle LTC, mancanza di personale nei pronto soccorso, chiusure improvvise di interi reparti e livelli di stress nella classe medica sono solo alcuni dei fattori che stanno alimentando lo stato di emergenza della sanità pubblica provinciale. Non accenna a spegnersi la dura polemica sulla riforma voluta dal ministro delle Case di Cura a Lunga Degenza Paul Calandra sullo spostamento forzato dei pazienti anziani dagli ospedali alle LTC della provincia. Stando al progetto di legge del governo Ford, nel caso in cui un anziano si rifiutasse di lasciare il letto di ospedale per essere trasferito in una casa di cura scelta dalle autorità sanitarie, si ritroverebbe a pagare un conto salatissimo, fino a oltre 1.800 dollari al giorno.

Attualmente la legge in vigore prevede che il paziente possa scegliere il trasferimento da una lista di cinque case di cura a lunga degenza e che durante la sua permanenza in ospedale paghi 62,18 dollari al giorno.

Le opposizioni sulla riforma di Calandra sono sul piede di guerra, mentre l’esecutivo conservatore cerca di difendersi.

Ieri lo stesso premier Doug Ford, incalzato a Queen’s Park durante il Question Period, ha contrattaccato, sostenendo che il governo sta cercando di mettere una pezza a una legge quadro messa a punto e modificata in passato dai precedenti governi dei liberali e dei neodemocratici. In ogni caso il testo di legge è destinato a dividere, alimentando ulteriormente le tensioni in un clima politico già infuocato.

Sempre ieri sono arrivati i risultati di un sondaggio effettuato sulla nostra classe medica dalla Canadian Medical Association nel quale si mette in luce come il livello di stress e di problemi di salute mentale sia a livelli altissimi.

Stando allo studio, il 53 per cento del personale medico ammette di trovarsi in una situazione di “burnout”: letteralmente, un vero e proprio “esaurimento nervoso” a causa dello stress e dei carichi di lavoro massacranti scaturiti soprattutto nei due anni e mezzo di pandemia di Covid-19. La Canadian Medical Association rileva come il livello registrato nel sondaggio pubblicato ieri sia 1,7 volte più alto di quelli riscontrati nel 2017. La presidente dell’associazione ha affermato che le risposte dei partecipanti "riflettono lo stato attuale del sistema sanitario", aggiungendo che la pandemia di COVID 19 ha esacerbato molte sfide che i medici hanno affrontato per anni.

"Vediamo che molti medici rinunciano a lavorare a tempo pieno, le persone fanno cose diverse per mitigare l’esaurimento, il sentimento negativo più pervasivo verso la direzione in cui sta andando il sistema sanitario e poi proprio come questo sta influenzando di più alcuni tipi di medici. I medici di famiglia in particolare stanno davvero facendo fatica", ha detto in una recente intervista.

Insomma, la situazione continua a essere preoccupante, senza contare che continua a farsi sentire un altro grave problema che assilla la sanità provinciale: quello della mancanza di personale nei pronto soccorso, che negli ultimi due mesi ha portato alla chiusura temporanea in numerosi ospedali sparsi per la provincia.

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