Lo tsunami Omicron ha infettato
diciassette milioni di canadesi

di Marzio Pelu del July 8, 2022

TORONTO - Altro che nuova ondata: è uno tsunami. Omicron ha aggredito (anche) il Canada, facendo aumentare in modo esponenziale i contagi da Covid-19 che, dopo l'ondata invernale, sembravano essere finalmente in fase discendente.

I dati della task force canadese rivelano infatti quanto velocemente Omicron e le sue sottovarianti si siano diffuse in tutto il Paese già alla fine del 2021 e nei primi mesi di quest'anno. La task force ha reso noto che ben 17 milioni di canadesi sono stati infettati in soli cinque mesi, tra dicembre 2021 e maggio 2022. Ciò significa che la media giornaliera di nuovi contagi è stata sopra quota 100.000. Un record, tanto da spingere gli stessi membri della task force a definire l'ondata "tsunami di Omicron".

“Questa variante era estremamente trasmissibile. Ha causato alle persone infezioni senza sintomi, quindi tutti hanno continuato a fare la loro vita e, oltretutto, proprio in quei mesi venivano revocate tutte le restrizioni", ha detto a Global News la dottoressa Catherine Hankins, copresidente della task force canadese.

I risultati provengono da esami del sangue condotti in tutto il Paese, con i quali sono stati misurati gli anticorpi con evidenza di infezioni da Covid-19.

A ulteriore conferma, c'è stato il recente aumento del numero di casi giornalieri in diverse aree del Canada: in Quebec, per esempio, lo scorso 6 luglio è stato rfegistrato il numero più alto di nuove infezioni in più di due mesi.

E non finisce qui: l'Agenzia per la salute pubblica canadese (PHAC) prevede infatti ancora più casi nei prossimi mesi a causa dell'aumento delle sottovarianti BA.4 e BA.5 di Omicron.

"Molte persone credono erroneamente che se si prende il Covid-19 una volta non si potrà mai più contrarre. Non è vero", ha detto sempre a Global News l'epidemiologo Christopher Labos.

È vero che un'alta percentuale di canadesi è completamente vaccinata, ma la maggior parte dei giovani e degli adulti di mezza età non ha ancora ricevuto la terza dose. E comunque anche chi ha fatto il "booster" è a rischio di infezione. "Se è passato molto tempo dalla terza dose, soprattutto le categorie a rischio sono più esposte. E sarebbe opportuno che questi soggetti facessero la quarta dose", ha detto il dottor Labos.

Secondo gli epidemiologi, in ogni caso, l'uso delle mascherine negli spazi affollati offre ancora la migliore protezione contro il Covid-19. Come dire: lasciate perdere le decisioni dei governi, voi usatele.

Foto di Patrick Assalé da Unsplash

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