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Limitazioni a lungo. Pacchetto di aiuti: maggiore flessibilità

Limitazioni a lungo. Pacchetto di aiuti: maggiore flessibilità

Limitazioni a lungo. Pacchetto di aiuti: maggiore flessibilità

TORONTO – Il governo federale allenta ancora una volta i cordoni della borsa nella distribuzione degli aiuti economici nell’emergenza Covid-19. Ad annunciarlo è stato ieri Justin Trudeau, nel suo quotidiano discorso alla Nazione, durante il quale ha anche confermato come l’approccio pragmatico dell’esecutivo – con la correzione dei provvedimenti strada facendo – continuerà anche nelle prossime settimane. Aggiungendo che le restrizioni in vigore rimarranno ancora per molto tempo.

Dopo aver modificato il pacchetto dei sussidi a sostegno delle imprese che vogliono mantenere la forza lavoro in busta paga, ieri è stata la volta del Canada Emergency Response Benefit (Cerb), il fondo attivato dal governo per aiutare tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa della pandemia, chi è costretto a stare a casa perché ammalato o in quarantena o perché deve accudire un parente contagiato.

I cambiamenti al Cerb non riguardano l’entità economica del sussidio garantito dal governo, che rimane di 2mila dollari al mese per sedici settimane, ma chi potrà usufruirne.

Sono in particolare tre le nuove categorie che da ora potranno fare richiesta del sussidio.

La prima è quella dei lavoratori part-time, a cottimo e a contratto che non guadagnano più di mille dollari al mese.

La seconda è dei cittadini disoccupati che hanno esaurito a partire dal primo gennaio 2020 il diritto a ricevere l’assegno di disoccupazioni garantito dall’Employment Insurance (EI).

L’ultima, infine, riguarda i lavoratori stagionali a basso reddito, che molto probabilmente non potranno andare a lavorare la prossima estate proprio a causa della pandemia.

“Inoltre – ha poi aggiunto il primo ministro – saranno inclusi nel Canada Emergency Response Benefit anche gli artisti e chi lavora nel mondo della cultura. Abbiamo bisogno di persone che ci facciano sognare durante questo difficile periodo, e per questo li ringraziamo”.

Allo stesso tempo Trudeau ha sottolineato di condividere le preoccupazioni espresse a più riprese da molti premier riguardo la drammatica situazione nelle case di cura e lunga degenza, che sono diventati i principali focolai del contagio in molte Province.

Il primo ministro, come prima proposta concreta, ha chiesto l’innalzamento della paga minima a 2.500 dollari al mese per gli operatori sanitari che lavorano in queste strutture. “Ne parlerò domani (oggi per chi legge, ndr) quando mi riunirò in teleconferenza con i premier. Dobbiamo fare di più per difendere le fasce più deboli e fragili della nostra popolazione”.

Trudeau, sempre oggi, sarà impegnato in un meeting virtuale dei leader G7, al fine di coordinare gli sforzi dei singoli Paesi nella lotta contro la pandemia Covid-19. Si discuterà delle misure sanitarie adottate e di quelle che potrebbero essere prese nell’immediato futuro.

Si parlerà, ovviamente, anche dell’aspetto economico, alla luce del rapporto di martedì del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), nel quale si sottolinea come l’economia mondiale in questo 2020 subirà una contrazione signifi cativa pari se non addirittura maggiore a quella vissuta a livello globale dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso.

Anche in questo caso la chiave sarà quella di un ra•fforzamento della collaborazione tra i vari Paesi: l’errore peggiore sarebbe quello di andare tutti in ordine sparso.

“La sfi dadel Covid-19 non è stata ancora vinta – ha concluso Trudeau – ma quello che facciamo ora avrà delle conseguenze decisive nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Per questo dobbiamo rimanere a casa il più possibile, uscire solamente in caso di stretta necessità, e quando lo facciamo dobbiamo mantenere una distanza minima di due metri”.