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Legault, via i simboli religiosi per i dipendenti pubblici

Legault, via i simboli religiosi per i dipendenti pubblici

di Carlo Cantisani

TORONTO – Niente più simboli religiosi per i dipendenti pubblici del Quebec. È quanto annunciato nella giornata di martedì 2 ottobre dal neo eletto premier della provincia, François Legault, durante la sua prima conferenza stampa dalla sua elezione avvenuta il giorno prima.

Per raggiungere questo obiettivo politico, Legault è pronto ad usare la Notwithstanding Clause, la clausola che consente a parlamento e province di non tenere conto di alcune disposizioni della Costituzione canadese e che, in questo caso specifico, proteggono la libertà di espressione religiosa.

Via abiti prettamente religiosi come l’hijab musulmano o la kippa ebraica, quindi, per insegnanti, giudici, poliziotti e tanti altri lavoratori del settore pubblico e statale. E se gli organi giudiziari cercheranno di portare avanti qualsiasi tipo di critiche contro il provvedimento, Legault si dice pronto ad ignorarle, annunciando che il suo governo predisporrà un periodo di transizione in cui tutte quelle persone che non si adegueranno verranno collocate in posti di lavoro alternativi. Ovvero, destituiti dalle loro legittime cariche.

“La stragrande maggioranza dei quebecquois vorrebbe avere un quadro normativo in cui le persone che rivestono cariche pubbliche non debbano indossare segni religiosi”, ha affermato Legault in sede di conferenza stampa. “Se dovessimo usare la Notwithstanding Clause per applicare ciò che vogliamo, la maggioranza dei quebecquois sarà d’accordo”.

Il nuovo premier, quindi, sembra profondamente intenzionato a mantenere questa linea. Il provvedimento contro i simboli religiosi per i dipendenti pubblici rientra perfettamente in quel tipo di politica nazionalista propugnata dal partito di Legault, la Coalition Avenir Quebec, volta a proteggere la presunta identità francofona della provincia; altri provvedimenti, già annunciati in campagna elettorale, vedono la riduzione delle quote di immigrazione per il Quebec e test di conoscenza della lingua per gli stranieri, che, se non superati, comporterebbero l’espulsione.

È la seconda volta in un mese che la Notwithstanding Clause viene tirata in ballo da un governatore provinciale. Prima di Legault, il premier dell’Ontario Doug Ford ha usato la clausola per far valere la sua improvvisa decisione sul taglio dei consiglieri comunali di Toronto, a poche settimane dal voto. I due premier si sono sentiti lunedì sera, subito dopo i risultati elettorali in Quebec. “È un ragazzo eccezionale, mi piace molto”, ha detto Ford ai giornalisti al Queen’s Park. “Abbiamo le stesse vedute, andremo molto d’accordo. E sono alquanto felice di incontrarlo”.

Sempre lunedì, Legault si sarebbe sentito anche con Trudeau, col quale ha discusso della necessità di proteggere le esportazioni casearie del Quebec dal recente accordo commerciale con Stati Uniti e Messico. Altri temi come immigrazione, lavoro e crescita economica saranno presto sul tavolo dei due leader. E certamente di cose da dirsi ne avranno molte.

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