Leadership tory, superata
quota 600mila tessere:
Pierre Poilievre vola

di Francesco Veronesi del 10 June 2022

TORONTO - Mentre Pierre Poilievre continua a volare nei sondaggi, il tesseramento per il Partito Conservatore raggiunge livelli record. La conferma è arrivata ieri dalla dirigenza della destra federale, che ha fatto sapere come potrebbero essere oltre 600mila gli iscritti al partito che avranno diritto di voto nella corsa alla leadership tory.

Stando ai dati preliminari, infatti, il tesseramento avrebbe già raddoppiato quello del 2020, quando gli iscritti per il voto furono circa 270mila. Un record, quello registrato due anni fa nella corsa che si concluse con la vittoria di Erin O’Toole, che potrebbe essere polverizzato da quello del 2022.

In ogni caso il condizionale è ancora d’obbligo, visto che le richieste di tesseramento giunte alla sede centrale del partito dovranno essere vagliate e certificate: in ogni caso, comunque, ci troveremo di fronte a numeri che non hanno precedenti nella storia del Partito Conservatore federale.

Ora si dovrà lavorare sulla tempistica, visto che da più parti sono stati espressi seri dubbi sulla capacità del partito di certificare il tesseramento entro i tempi previsti dalla corsa alla leadership.

Stando a quanto è stato deciso in precedenza, gli iscritti al partito riceveranno la scheda elettorale con i vari candidati tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Le schede dovranno quindi essere compilate e rispedite al mittente e dovranno - sottolineano i vertici tory - arrivare a Ottawa entro e non oltre il 6 settembre. Dopo quella data, le schede che arriveranno al partito non saranno più ritenute valide.

E se non è stata comunicata la quota del tesseramento relativa ai singoli candidati, a darci una mano per capire i rispettivi rapporti di forza arriva l’ultimo sondaggio effettuato da Narrative Research. Un’indagine demoscopica che conferma, ancora una volta, come Poilievre sia destinato a recitare il ruolo di candidato da battere.

Il deputato eletto a Carleton, infatti, raccoglie il 45 per cento delle intenzioni di voto degli intervistati che si definiscono elettori conservatori.
Tra l’ex ministro ombra delle Finanze e gli altri candidati c’è davvero un abisso. In seconda posizione infatti troviamo Jean Charest, fermo al palo al 14 per cento, mentre al terzo posto sale Patrick Brown con il 10 per cento delle intenzioni di voto.

Staccatissimi gli altri contendenti, con Scott Aitchison e Leslyn Lewis al 4 per cento e l’ex mpp provinciale Roman Baber all’1 per cento.

A prima vista i giochi sembrano fatti, eppure ancora non è così, perché l’obiettivo dei sfidanti di Poilievre è che il battistrada non vinca direttamente al primo turno.

Poi, con i ballottaggi, scatta il meccanismo delle seconde scelte nelle schede dei votanti e qui i rapporti di forza possono cambiare anche in modo significativo.

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