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Le verità sulla demolizione del Columbus Centre

Le verità sulla demolizione del Columbus Centre

TORONTO – La questione della demolizione di un’icona culturale della comunità ha raggiunto la Capitale della Nazione. Proprio così. I parlamentari dei vari gruppi elettorali in tutto il paese, hanno iniziato a far sentire la loro opposizione all’abbattimento del Columbus Centre per la realizzazione di una strada nell’ambito di uno sviluppo edilizio condominiale.
I parlamentari di Ottawa si sono uniti a quelli provinciali di Queen’s Park – tra questi almeno due ministri del governo – e gli assessori della città di Toronto, che hanno votato contro la proposta  all’unanimità. Per dire tutta la verità la stessa cosa ha fatto il consiglio comunitario di North York. Il sindaco John Tory ha sfilato con i manifestanti in protesta contro il progetto. L’unico ente “istituzionale” che continua a sfidare il pubblico è l’imprenditore, cioè, il Toronto Catholic District School Board-Villa Charities Inc. Ma i soldi parlano. 
Il duo ha intrapreso un blitz di pubbliche relazioni che è “tutto fumo e niente arrosto”.
Intanto stanno spendendo tra i cento e i centocinquanta mila dollari – pare, per ciascuno – per coinvolgere la comunità in una serie di seminari “informativi” che sono una beffa. Sembra che circa cinquanta ditte consulenti abbiano risposto ad una Request for Proposal (RFP) per guidare i loro eventi “messi in scena”.
Non si conoscono quali sono i costi precisi perché il presidente della VCI il signor (Non sono c…. vostri) Anthony Dicaita non li svela, e il TCDSB non li dice, a meno che una richiesta per rendere pubbliche delle documentazioni sia accompagnata da un assegno di tredicimila dollari.
Dall’altro lato, per esaltare i valori del Columbus Centre, le ragioni della sua esistenza e i programmi, – proprio gli stessi che stanno mandando verso l’estinzione – hanno realizzato dei filmati da mandare in onda sui vari canali televisivi e diffondere sui vari media, ad un costo che si può solo immaginare (senza sottintendere nessun gioco di parole).
L’idea sarebbe quella espressa dal detto inglese “mettere il rossetto ad un maiale”, in modo da rendere l’animale (in questo caso il progetto)  più attraente.
A questo proposito, la campagna dei volantini e gli annunci sui mass media locali saranno costati “bei soldini”. Da tre a cinquemila dollari a pagina sulla carta stampata. Su una patinata rivista gratuita, un’intera pagina gestita dal già presidente della VCI costa cinquemila dollari. C’erano cinque di queste pagine nell’ultima edizione e quattro in ogni edizione precedente per un totale probabile di 125mila dollari.
Non ci sono soldi per aggiustare le docce del Columbus Centre.
Ma entrambi il TCDSB e la VCI sono sommersi di denaro. Le cartelle esattoriali dell’agenzia Canada Revenue mostrano un profitto netto annuale di otto milioni di dollari, per la VCI. Il TCDSB ne riceve oltre un miliardo.
La VCI è in possesso di tre palazzi di appartamenti, tutti costruiti con il finanziamento governativo, tutti e tre senza debiti ipotecari o con entrate da canoni di affitto che superano vastamente le spese, vedi il Caboto Terrace, Casa Del Zotto e Centro Abruzzo. È proprietaria inoltre di Villa Colombo a Toronto e a Vaughan, due case di riposo e di lungodegenza per malati cronici.
La provincia paga ogni singolo dollaro speso per i pazienti e gli “ospiti”. Infatti, così come il Ministro per la Comunità e i Servizi Sociali stabilisce dei nuovi standards per i servizi e le strutture, mette anche a disposizione le cifre necessarie per effettuare le modifiche.
Al contrario di qua
nto espresso dagli auto indulgenti membri del direttivo della VCI, sulle migliorie a Villa Colombo, ogni “riorganizzazione” imposta dal governo provinciale, sarà da esso pagata. La domanda che il pubblico dovrebbe fare è semplice: “Se c’è questo enorme decadimento, chi sono stati i responsabili in questa organizzazione comunitaria senza scopo di lucro e perché sono ancora in carica?” Alcuni Trustee del TCDSB sono già maturi per essere sostituiti. Per questo, forse, si sono messi alle calcagna, in barba al buon senso, al processo decisionale responsabile e – scandalosamente – all’opinione pubblica.
Il TCDSB persiste nel tentativo di impiantare una causa per la costruzione di una scuola che non è necessaria, ma che serve alla VCI come copertura per lo sviluppo di palazzi condominiali sul sito, costruzioni che non saranno destinate a famiglie, ma piuttosto a singoli individui.
In tutto ciò sono coinvolti anche gli studenti attuali della Dante Alighieri. Le iscrizioni dal 2011 a quest’ultimo settembre sono precipitate da 1300 e più unità a circa 900. Il TCDSB ha proposto di spostare l’asilo nido del Columbus Centre nei suoi locali rimasti liberi.
La scuola elementare Regina Mundi adiacente, frequentata da numerosi bambini che non risiedono nella zona e nella città, sta sperimentando ugualmente un declino nelle iscrizioni. Per ragioni che non si è sentito di esprimere pubblicamente, il TCDSB ha acquistato 3.1 acri di terreno dalle suore del Buon Pastore, pagandolo diciotto milioni di dollari, localizzato immediatamente a fianco del confine nord della Dante e ad est del suo campo di calcio raramente usato. È anche in procinto di acquisire (ma “l’affare non si è ancora concluso”) 3.467 acri di terreno dalla VCI per una cifra di circa 22 milioni di dollari.
Quest’ultimo acquisto permetterebbe al TCDSB di possedere un a tenuta ininterrotta che va da Lawrence Avenue a Playfair Avenue e di addurre una “giustificaizone” per la costruzione di una nuova Dante Accademy esposta su una strada principale. L’appezzamento di terreno include il Columbus Centre.
La nuova scuola verrebbe costruita su quel sito dopo la demolizione del Columbus Centre e la realizzazione di una strada che passa proprio dov’è ora la Rotonda (come si nota dalla cartina pubblicata). 
Ciò sarebbe possibile con un contributo di 32.8 milioni di dollari da parte del governo di Kathleen Wynne. Più di due milioni sono stati già spesi per condurre studi sulla fattibilità. Ma per il governo non è ancora troppo tardi per ritirare i fondi. In sintesi, i funzionari eletti nella zona – deputati provinciali e nazionali, assessori municipali – sono d’accordo che questo è un progetto cattivo.
Il fiduciario scolastico eletto del provveditorato cattolico dice invece: “Al diavolo voi, Io costruirò lo stesso”.
 
 

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