La sfida di Poilievre:
unire i conservatori
e sconfiggere Trudeau

di Francesco Veronesi del September 14, 2022

TORONTO - Vinta la corsa alla leadeship, Pierre Poilievre si prepara a una doppia sfida: quella di riunificare un partito diviso e quella di preparare il terreno per il futuro scontro elettorale contro Justin Trudeau.

Il neo leader conservatore, che nella corsa alla leadership ha sbaragliato la concorrenza di Jean Charest, Leslyn Lewis, Roman Baber e Scott Aitchison con percentuali senza precedenti, ha tra i suoi obiettivi dichiarati la ricomposizione delle divisioni interne che hanno dilaniato dal 2015 la galassia conservatrice canadese e che hanno portato al cambio di tre leader nello spazio di appena cinque anni.

Anche l’ultima corsa alla leadership ha messo in evidenza come nel partito continuino a convivere diverse anime - la destra sociale, quella ultraliberista, quella più marcatamente conservatrice - e come sia necessario, per chi si trova alla guida, trovare i giusti equilibri e una sintesi politica e programmatica tra le varie esigenze e priorità identitarie.

Da questo punto di vista, un segnale ben chiaro dato dallo stesso Poilievre sul nuovo corso inaugurato con la sua elezione arriva direttamente dalle nomine, annunciate dallo stesso leader, alla House of Commons: una miscela di politici navigati e new entry, di varia provenienza geografica, etnica e di gender.

Il neo segretario Tory ha scelto Tim Uppal e Melissa Lantsman come vice leader del partito. Il primo, già ministro federale durante il governo di Stephen Harper, porta in dote una lunga esperienza politica e una buona conoscenza dei meccanismi istituzionali alla Camera dei Comuni.

La seconda, invece, è molto giovane - 38 anni - ha avuto esperienze nel campo giornalistico ed è esponente della comunità LGBT. Incarico importante anche per Andrew Scheer, ex Speaker della House of Commons ed ex leader del partito, che è stato nominato capogruppo alla Camera. Nel team parlamentare ci saranno anche Kerry-Lynne Findlay (British Columbia), Chris Warkentin (Alberta), Eric Duncan (Ontario), Jake Stewart (New Brunswick), Luc Berthold (Quebec) e Pierre Paul-Hus (Quebec).

Ma l’aria di rinnovamento portata dalla nuova leadership del partito ha avuto delle conseguenze anche tra gli scontenti.

Il primo, Alain Rayes, ha deciso addirittura di lasciare il gruppo parlamentare: siederà alla House of Commons come indipendente. Rayes, deputato eletto in Quebec, era stato uno dei grandi artefici della discesa in campo di Jean Charest nella corsa alla leadership. In questi mesi il parlamentare della provincia francofona aveva più volte avvertito i compagni di partito sui rischi di un’eventuale vittoria di Poilievre: spostamento a destra del partito, soppressione della discussione del dissenso interno, vicinanza del deputato di Carleton con alcuni ambienti no vax e negazionisti.

Ora resta da vedere se altri deputati seguiranno la sua strada o se tutti gli altri si adegueranno al nuovo corso.

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