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Columbus Centre: La comunità in marcia contro il piano di VCI

Columbus Centre: La comunità in marcia contro il piano di VCI

Anche il sindaco Tory manifesta la sua solidarietà agli italocanadesi contrari alla demolizione del Columbus Centre

 

TORONTO – Il morale è alto. Scongiurare la demolizione del Columbus Centre è possibile. La comunità italiana, dopo la manifestazione di mercoledì sera, ci crede sempre di più. Una marea di gente, tante persone con cartelli con la scritta “Save Columbus Centre”, anziani e giovani, tutti animati dalla speranza che far sentire la propria voce possa essere utile a scongiurare la demolizione del centro comunitario. Con loro anche il deputato provinciale di Eglinton/Lawrence Mike Colle, il consigliere comunale Josh Colle e il sindaco di Toronto John Tory. 
 

Proprio la presenza del primo cittadino è stata vista come un segnale positivo dal popolo del Columbus Centre. «Non pensavo sarebbe stata una manifestazione così bella, la presenza del sindaco è stata una cosa speciale, bellissima, davvero non poteva andare meglio – dice con un sorriso Pasquale De Marco, che nelle ultime settimane ha fatto volantinaggio davanti alle chiese cattoliche di Toronto per informare la comunità sulla vicenda del Columbus Centre – ho parlato con tanta, tanta gente davanti alle chiese e mi sono reso conto che le persone capiscono perfettamente quello che sta succedendo e non si fanno imbambolare dalle belle parole di Villa Charities, sanno che la realtà è diversa».
 
È un Columbus Centre, quello di oggi, che è decisamente diverso da quello degli inizi. «La mia membership risale al 1980 ma dal 2011 non l’ho più rinnovata – aggiunge De Marco – mi sono reso conto già parecchi anni fa che gli eventi culturali organizzati erano sempre meno, che l’atmosfera era cambiata, non era più quella familiare e piacevole di un tempo ed il Columbus Centre è stato trasformato da luogo di cultura e di incontro in un posto dove gli interessi economici occupano il primo posto». De Marco, dopo aver distribuito volantini e parlato con la gente di una eventuale demolizione del Columbus Centre, si chiede come fa Villa Charities a sostenere che la comunità è dalla sua parte e sarebbe felice di radere al suolo il  Columbus Centre e condividere un nuovo edificio con la Dante Alighieri Academy. «Mi chiedo su quale pianeta  vivono questi signori di Villa Charities, cosa faccia pensare loro che la comunità appoggia il loro piano, a me risulta esattamente il contrario», conclude De Marco.
La soddisfazione per la partecipazione alla manifestazione è grande per Mike Colle: «Il movimento di protesta sta crescendo, è stato un successo enorme, non ho mai visto una folla così entusiasta scendere in strada – dice Colle – il messaggio è forte, anche il sindaco Tory ha constatato che non è un semplice problema locale ma che riguarda tutta la comunità e non solo quella italocanadese. Abbiamo avuto al nostro fianco anche una grossa fetta di quella ebraica». Ieri, inoltre, Colle ha voluto fare presente quanto successo con un intervento a Queen’s Park. «Ho voluto ringraziare anche Ernie e Sharon Lustig che hanno dato una mano nell’organizzare il rally, Ian MacDonald di CASA, Murray Rich, Vera Held, il sindaco John Tory che non ha nascosto la sua preoccupazione per la prospettata demolizione del Columbus Centre, Maria Coccia, l’ex deputato dell’Ndp Odoardo Di Santo che al mio fianco ripeteva “Giù le mani dal Columbus Centre!”». La rabbia di Linda Grobovsky, membro del centro da anni, è che la comunità non è stata consultata ed il nuovo progetto di Villa Charites Inc e del Toronto Catholic District School Board è stato catapultato dall’alto. «Vogliono abbattere qualcosa che esiste, qualcosa che la comunità ha costruito con sforzi e sacrifici – dice la Grobovsky – ben vengano i giovani che vogliono unirsi al Columbus Centre ma non è giusto usurpare tutta la comunità ed i membri per piazzare qui una scuola… la popolazione anziana sta aumentando, perchè privarla di una struttura che aiuta le persone a mantenersi in salute?». 
Il rally, anche secondo la Grobovsky che è disabile ed usa la piscina ed altre strutture sportive, ha riscosso un successo incredibile. «È stato meraviglioso, ben organizzato, la presenza del sindaco Tory è stata importante per tutti noi – dice la Grobovsky – sono stati presenti anche molti organi di informazione, ho avuto la netta impressione che il messaggio che volevamo mandare sia giunto a destinazione. Sono ottimista, sì penso che il Columbus Centre possa e debba continuare ad esistere così come è adesso. La gente è dalla parte del Columbus Centre, non sostiene un progetto che è voluto solo dal board di Villa Charities e che non tiene conto della comunità».
Una comunità che quando ha scoperto del progetto del TCDSB e di Villa Charities, superato lo shock iniziale non è rimasta con le mani in mano. «Vogliamo rispettare il desiderio dei fondatori, le persone che hanno costruito il Columbus Centre nel vero senso della parola, vendendo mattoni per l’edificio a 100 dollari ciascuno. Migliaia e migliaia di persone hanno contribuito alla sua nascita, per loro questo è un monumento», dice Ian Duncan MacDonald, fondatore della Columbus Athlete and Social Association (CASA) e organizzatore assieme a Mike Colle e a Josh Colle della manifestazione. Non nasconde il suo disappunto neppure Laureano Leone, 89 anni, ex politico tra i fondatori del Columbus Centre. «Sono stato insignito dell’Order of Canada proprio per il mio lavoro comunitario – dice Leone che ha anche organizzato per anni raccolte fondi per aiutare la sua costruzione – è un peccato che stiano per distruggere un monumento per la comunità, per gli italiani, per tutti».
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