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L’appello della comunità al board cattolico

L’appello della comunità al board cattolico

TORONTO – Un centro culturale, ricreativo e sociale. Un’atmosfera familiare e serena. Una struttura dove fare ginnastica, sorseggiare un caffè, leggere un buon libro, visitare le mostre d’arte e incontrarsi. Ma soprattutto una entità dove si respira l’Italia, dove si entra fieri di avere origini italiane ed una identità italocanadese.
Ecco il Columbus Centre è tutto questo ma anche di più. Non tutti provano però un senso di appartenenza, non tutti sono orgogliosi del proprio retaggio, non tutti vogliono che rimanga lì, all’incrocio di Lawrence e Dufferin Avenue, come simbolo dell’italianità a Toronto.  
La maggior parte però, e di questo siamo felici, desidera che i propri figli e nipoti possano provare ancora l’emozione di essere italiani in Canada. Sono persone, tantissime persone, che della loro identità italocanadese ne hanno fatto un vanto e che al Columbus Centre si sentono a casa. 
Quel che è sorprendente è che molti di loro sono stati “adottati” dalla nostra comunità: sono inglesi, sono ebrei, sono polacchi e così via. Sono persone che al Columbus Centre vanno a far ginnastica, che vanno a vedere mostre alla Carrier Art Gallery, che incontrano gli amici per fare uno spuntino assieme e che adesso stanno difendendo a spada tratta il Columbus Centre. 
“Guai a chi lo tocca” ripetono all’unisono. Queste agguerrite persone si sono riunite nella Columbus Athletic and Social Association (CASA) fondata da Ian MacDonald per cercare di fare pressione affinchè il Columbus Centre non venga demolito. Hanno partecipato all’organizzazione di manifestazioni per salvare il centro comunitario, sono state presenti alle riunioni del Toronto Catholic District School Board, si schierano felici di lottare al fianco della comunità italiana. Senza il sostegno del board cattolico, dicono, il progetto rimarrà solo un progetto, non potrà diventare realtà. 
Lunedì scorso abbiamo pubblicato l’intervento fatto di fronte ai trustee da Stephanie Fusco D’Amico. A partire da oggi vi proporremo anche gli interventi di altre persone presenti al meeting del 16 novembre. Iniziamo con quello di Vera Held.
 
 
"Nessun posto è bello come la propria casa" di Vera Held
 
Nel marzo del 2002, quando  mi sono iscritta al Columbus Centre (CC), avevo bisogno di un rifugio sicuro. Mio padre, un sopravvissuto all’Olocausto, aveva appena avuto un grave ictus e io ho dovuto fare leva su tutte le mie forze per sopportare l’insopportabile.
Ian, il nostro direttore atletico, mi ha accolto e lo squash è diventato la mia salvezza. Mi sono fatta nuovi amici. Ho mangiato nella caffetteria. I venerdì, ho ascoltato Sal suonare il mandolino. Ho amato la nostra galleria d'arte. Sono andata in palestra. Ho passato ore sulla nostra pista. Non c’è pista come la nostra!
Essendo cresciuta con italiani all’angolo tra Briar Hill e Marlee Avenue, mi calzava a pennello. Io appartenevo lì. Come tutti. 
I membri provengono o hanno radici in Europa, Sud America, Medio Oriente, Africa, Asia e Australia/Oceania. Noi rappresentiamo il mondo  e il nostro Inukshuk dava il benvenuto a tutti.
Per la Holocaust Education Week 2010, siccome avevamo perso la nostra sede originale, abbiamo avuto il permesso di usufruire dell’elegante Sala Caboto dove durante una serata spettacolare, ho presentato un team tutto albanese di fronte a 400 persone.
Nel 2013 mi sono concentrata su Habitat for Humanity. Il supporto che ho ricevuto dallo staff di CC e dai membri mi ha aiutato a essere la Top Individual Fundraiser. Il mio ricordo più caro? Collezionare “loonie” dalle  “nonnas”, nonne italiane. Si potevano sentire le mie tasche tintinnare per tutta la palestra!
Nel giugno 2017 è deceduta la 96enne Jacqueline Garsonnin. 
Frequentava il nostro caffè ogni martedì sera per cena con suo figlio Eric. Per commemorare la sua vita, Eric ha pubblicato una foto di sua madre in piedi accanto a una parete con tante opere d’arte. Non c'è Rotonda come la nostra!
La nostra gloriosa piazza e il parco sono un terreno sacro per campeggiatori, famiglie, feste di matrimonio, club, e gli uccelli e gli scoiattoli che bevono dalle nostre fontane e vivono sui nostri alberi. La nostra fauna selvatica riceve cibo da una moltitudine di persone. Il mio soprannome? La sussurratrice di scoiattoli. Non c’è un parco come il nostro!
Esorto tutti a votare “SÌ” alla proposta di Sal Piccininni di interrompere i legami con VCI.
Potete ricostruire la Dante sulla vostra proprietà. Noi rinnoveremo il patrimonio della nostra comunità e celebreremo ciò che abbiamo curato nel corso degli anni.
Per me, è facile. Nessun posto è bello come la propria casa. Grazie.
 
 
 
 
 
 

 

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