Kovrig-Spavor-Meng: Justin Trudeau non cede alle pressioni

di Francesco Veronesi del June 26, 2020

TORONTO - Non ci sarà nessuno scambio tra Canada e Cina nella complessa vicenda che collega Michael Kovrig, Michael Spavor e Meng Wanzhou. Lo ha ribadito ieri Justin Trudeau, che ha sottolineato come la linea del governo - in quello che è già stato definito come un possibile “scambio di prigionieri diplomatici”- non avverrà.

“È del tutto ovvio - ha dichiarato il primo ministro durante una conferenza stampa a Ottawa - che la prima priorità per il governo è proteggere i suoi cittadini. Se i Paesi in tutto il mondo, inclusa la Cina, capiscono che arrestando a caso e arbitrariamente cittadini canadesi possano poi ottenere politicamente ciò che vogliono dal Canada, questo creerebbe un precedente molto pericoloso. I canadesi che viaggiano nel mondo si troverebbero in una situazione di estrema vulnerabilità”.

Trudeau quindi non è intenzionato a cedere, di fronte peraltro a una situazione che si sta delineando in modo chiaro dopo le dichiarazioni contraddittorie arrivate da Pechino nelle ultime due settimane. La posizione del governo cinese era stata lineare, almeno fino a mercoledì: i due canadesi arrestati un anno e mezzo fa sono accusati di spionaggio e la loro detenzione non è affatto un ritorsione per l’arresto di Meng Wanzhou. Poi la Cina ha scoperto le carte.

Mercoledì il portavoce del ministero degli Esteri cinesi ha sottolineato come “l’eventuale liberazione di Meng Wanzhou potrebbe facilitare il rilascio di Michael Kovrig e Michael Spavor”.

Nel frattempo, ad aumentare la pressione sul primo ministro canadese e sul ministro della Giustizia David Lametti - che si trovano in una posizione alquanto scomoda - è arrivata una lettera aperta firmata da 19 personalità di primo piano canadesi - ex parlamentari, intellettuali, docenti universitari e giuristi - nella quale si chiede l’intervento del governo per bloccare il procedimento di estradizione di Meng Wanzhou negli Stati Uniti e rispedirla in Cina, in cambio della liberazione di Kovrig e Spavor.

Tra i tanti che hanno firmato l’appello del governo, troviamo l’ex capo della Corte Suprema Canadese Louise Arbour, gli ex ministri Lloyd Axworty, Lawrence Cannon, André Ouellet e l’ex leader dell’Ndp Ed Broadbent. Trudeau si è detto in profondo disaccordo con i contenuti della lettera, nella quale si ribadisce la necessità di iniziare un percorso di normalizzazione dei rapporti tra il Canada e il gigante asiatico.

Nei giorni scorsi il primo ministro aveva poi sostenuto che, anche volendo, il governo non sarebbe potuto intervenire nel processo di estradizione della figlia del fondatore di Huawei. Ma era stato sempre un gruppo di giuristi all’inizio di questa settimana a far notare a Trudeau che in realtà l’Extradiction Act prevede espressamente che in qualsiasi momento del procedimento di estradizione il ministro della Giustizia possa intervenire, bloccare il processo e rispedire l’imputato nel suo Paese d’origine.

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Ancora una volta, quei sostenitori che sfidano la legittimità di un progetto di riqualificazione, si sono presentati in numero impressionante. Forniti di presentazioni convincenti per rafforzare la loro posizione, pronunciate con efficacia e passione.
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