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Kovrig, Spavor e Meng: ancora guerra di nervi tra il Canada e la Cina

Kovrig, Spavor e Meng: ancora guerra di nervi tra il Canada e la Cina

Kovrig, Spavor e Meng: ancora guerra di nervi tra il Canada e la Cina

TORONTO – Se ci fosse la volontà politica di farlo, il governo federale potrebbe fermare il processo di estradizione di Meng Wanzhou e rispedirla in Cina. Questo favorirebbe la liberazione di Michael Spavor e Michael Kovrig, in una sorta di “scambio di prigionieri” tra Ottawa e Pechino.

Quello appena descritto non è uno scenario di fantapolitica, ma un’eventualità che ha solidissime basi giuridiche che tra l’altro smentisce la posizione espressa a più riprese dal primo ministro Justin Trudeau.

Il leader liberale, infatti, ha dichiarato che il governo non può intromettersi in questioni che riguardano esclusivamente il sistema giudiziario, in questo caso il giudice della British Columbia che dovrà valutare la richiesta di estradizione fatta dagli Stati Uniti nei confronti della figlia del fondatore della Huawei. Meng Wanzhou attualmente si trova agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Trudeau ha ribadito poi che l’esecutivo deve rispettare l’indipendenza della magistratura. Eppure non è così. Come hanno spiegato l’ex ministro della Giustizia Allan Rock, l’ex giudice capo della Corte Suprema Louise Arbour e l’avvocato di Toronto Brian Greenspan, secondo l’Extradiction Act – la norma che regola il processo di estradizione – il ministro della Giustizia ha la facoltà di intervenire. Secondo la Sezione 23 della legge, infatti, “il ministro in qualsiasi momento può togliere al giudice l’autorità di procedere. Nel caso in cui lo faccia, la Corte è obbligata a rilasciare l’imputato”.

In realtà la questione è ancora più sottile. In questo momento, infatti, David Lametti ricopre due cariche contemporaneamente che in passato venivano affidate a due ministri: quella di Attorney General e quello di ministro della Giustizia. Come Attorney General, dice la legge, Lametti non avrebbe alcun poter di intervento nel processo per l’estradizione. Al contrario, come ministro della Giustizia potrebbe farlo. In sostanza quindi, se Trudeau volesse potrebbe intervenire e rispedire Meng Wanzhou in Cina. E questo, come ha ribadito più volte Pechino, permetterebbe a Michael Spavor e Michael Kovrig di tornare in Canada.

I due canadesi si trovano in carcere in Cina da 561 giorni: solamente la scorsa settimana sono state formalizzate le accuse di spionaggio contro di loro. Sempre ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinesi ha lanciato nuove accuse contro il governo canadese. Zhao Lijan ha sottolineato come secondo Pechino “il Canada continui ad agire con un doppio standard: da un lato vuole che il governo cinese liberi Michael Spavor e Michael Kovrig intervenendo nel suo sistema giudiziario, dall’altro però continua a tenere in detenzione Meng Wanzhou senza intervenire nel suo sistema giudiziario”.

A rincarare la dose ci ha poi pensato Vina Nadjibulla, ex moglie di Michael Kovrig, che in un’intervista alla Cbcha dichiarato che il governo canadese non sta facendo abbastanza per la liberazione dell’ex marito e di Michael Spavor. Era stata proprio lei a rivolgersi all’avvocato Greenspan per avere un’opinione legale sulla possibilità di intervento del ministro della Giustizia.