Jean Charest:
"Mi candido per vincere
in ogni angolo del Paese"

di Francesco Veronesi del March 11, 2022

TORONTO - Conquistare la leadership del Partito Conservatore, andare al voto sfidando Justin Trudeau e vincere le elezioni, garantendosi un governo di maggioranza. È questa l’ambiziosa road map annunciata ieri da Jean Charest, che rientra nella politica attiva a poco meno di 10 anni di distanza dalla cocente sconfitta alle elezioni provinciali del Quebec del 2012. Charest, 63 anni, ha ufficializzato ieri la sua candidatura alla successione di Erin O’Toole durante un evento organizzato a Calgary, mentre oggi darà il via alla sua campagna a Vancouver, per poi raggiungere l’Ontario e le province atlantiche. Già dallo slogan scelto in questa corsa alla leadership - Built to win (costruito per vincere) - si può capire bene quale saranno le carte che si giocherà in questa sfida: quella dell’esperienza politica e delle vittorie conquistate in passato.

Eletto per la prima volta alla Camera dei Comuni nel 1984, Charest ha ricoperto numerosi incarichi di governo tra il 1986 e il 1993. Nello stesso anno venne eletto leader del Progressive Conservative fino al 1998, quando decise di candidarsi in Quebec - nelle fila del Partito Liberale - diventando premier della provincia nel 2003.

“Mi candido per vincere - ha dichiarato - ma non solo: voglio arrivare a un governo di maggioranza con una forte rappresentanza in ogni angolo del Paese. Voglio riportare l’Alberta al tavolo dove le decisione vengono plasmate e prese, perché è una provincia significativa”.

Parallelamente alla discesa in campo di Charest arrivano le conferme sulla candidatura alla leadership di Patrick Brown, che dovrebbe essere annunciata domenica. E su questo punto si potrebbe creare una dinamica particolare: i due sono legati da un saldo rapporto d’amicizia e avrebbero sostanzialmente siglato un patto di non belligeranza durante la corsa alla leadership. Si verrebbe così a creare una sorta di ticket Charest-Brown, con il candidato che avrà meno consenso alla fine della campagna che convergerà sull’altro, spostando in modo significativo gli equilibri e i rapporti di forza.

Al momento il candidato da battere è ancora Pierre Poilievre, ministro delle Finanze ombra e primo candidato alla leadership ad aver rivelato le proprie intenzioni. Oltre a loro sono in corsa Leslyn Lewis, deputata federale conservatrice che partecipò alla corsa alla leadership de 2020 piazzandosi terza dietro O’Toole e Peter McKay e Roman Baber, deputato provinciale dell’Ontario sbattuto fuori dal Progressive Conservative di Doug Ford per le sue controverse posizioni anti lockdown durante le fasi più acute della pandemia.

A questo punto la griglia delle candidature sembra ormai definita, salvo sorprese dell’ultima ora. Stando alla tempistica decisa dal Partito Conservatore, i candidati dovranno formalizzare la loro candidatura entro il 19 aprile, depositando un acconto di 100mila dollari accompagnato da una quota d’ingresso di 200mila dollari. Da quel momento partirà il tesseramento di nuovi iscritti che terminerà a inizio giugno. Ad agosto, infine, le votazioni degli iscritti, con il risultato finale che sarà ufficializzato il prossimo 10 settembre.

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