Inflazione, lavoro, mercato immobiliare:
la tempesta perfetta per la recessione

di Francesco Veronesi del 3 October 2022

TORONTO - Il Canada per ora non si trova in recessione, ma si stanno creando tutte le condizioni per una crisi economica nel prossimo anno. Ne sono convinti numerosi analisti economici che hanno sottolineato come anche buona parte degli indicatori prefigurino una recessione nel nostro Paese che potrebbe iniziare alla fine del 2022 e durare alcuni mesi nel 2023.

La rapida crescita dei tassi d’interesse è un chiaro segnale della svolta nella politica monetaria di Bank of Canada, volta a frenare l’ondata d’inflazione che ha colpito il nostro Paese e a preparare meglio il Canada alla possibile recessione. Allo stesso tempo i segnali che arrivano dal mercato immobiliare - raffreddamento dei prezzi, netto calo delle compravendite - rappresentano un’ulteriore indizio su quello che potrebbe accadere alla fine dell’anno corrente. Senza dimenticare - e questo è un altro fattore estremamente significativo - che tutte le previsioni parlano di un rallentamento generalizzato dell’economia mondiale, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche scaturite dal conflitto in Ucraina, della conseguente crisi energetica che ha investito l’Europa e il generalizzato clima di incertezza che stanno vivendo le principali piazze affaristiche mondiali.

“Il Canada - ha dichiarato David Doyle, capo dell’economia di Macquarie Group, a BNN Bloomberg - sta andando diritto verso una recessione all’inizio del 2023”.

"Non penso che siamo ancora in recessione, ma penso che una sia all’orizzonte: secondo il nostro outlook il Canada entrerà in recessione nel primo trimestre del 2023". Macquarie Group, un fornitore di servizi finanziari globali con sede in Australia, stima che il Canada dovrà affrontare una contrazione di circa il tre per cento del prodotto interno lordo (Pil) e un aumento del cinque per cento del suo tasso di disoccupazione durante la recessione prevista. “In realtà pensiamo che la recessione sarà piuttosto pesante in Canada - ha aggiunto Doyle -Poiché l’inflazione è diventata così elevata e la disoccupazione è stata lasciata scendere così in basso, penso che una recessione sia quasi inevitabile a questo punto".

Secondo i nuovi dati di Statistics Canada, l’economia canadese è cresciuta di un modesto 0,1% a luglio. Le loro stime, tuttavia, mostrano una crescita economica stagnante ad agosto, quando il tasso di inflazione annuale ha raggiunto il 7,0%, in calo rispetto al massimo dell’8,1% di giugno.

“Penso che quello che stiamo vedendo è che l’economia sia in stallo dopo aver avuto quella spinta significativa dalle riapertura post pandemia all’inizio di quest’anno“, ha spiegato Doyle. “È quindi del tutto appropriato pensare che ci sia un ulteriore rallentamento in futuro, anche dopo quello che sembra essere stato un terzo trimestre in cui si è registrata una crescita significativa nei vari comparti produttivi dell’economia canadese”.

“In generale, anche quando il mercato immobiliare inizia a indebolirsi molto spesso ci si dirige verso una recessione”, ha concluso Doyle. “Stiamo certamente vedendo ampi segnali di questo fenomeno”.

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