Inflazione, il costo della vita è folle.
E c’è chi rimanda il pensionamento

di Marzio Pelu del 24 June 2022

TORONTO - Inflazione al 7,7%, prezzi alle stelle e Bank of Canada che continua ad aumentare il tasso "chiave" di interesse - ora all'1,5% - per arginare il problema creandone, di fatto, un altro: l'aumento delle rate di mutui e finanziamenti per le famiglie canadesi. Una "tempesta perfetta", insomma. La domanda è: quando tornerà il sereno?

Anche se potrebbero non esserci soluzioni facili a breve termine, l'economista della Concordia University, Moshe Lander, parlando ieri a "Your Morning" su CTV, ha assicurato che "la fine arriverà", aggiungendo però che "adesso, ciò che la gente vuole è che i governi si frughino in tasca per aiutare la popolazione a far fronte all'aumento dei prezzi della benzina, degli affitti e dei costi delle case".

Ma non sembra che il governo - al di là dei recenti proclami del ministro delle Finanze, Chrystia Freeland - stia facendo (e possa fare) molto. Un rapporto di Scotiabank, uscito domenica, sostiene che una riduzione della spesa pubblica potrebbe contribuire a ridurre l'inflazione ma rileva che "le autorità di politica fiscale in Canada non stanno facendo nulla di significativo per rallentare l'inflazione in questo momento".

Però, secondo Sheila Block, economista senior del Canadian Center for Policy Alternatives intervistata ieri da CTV, "gran parte dell'inflazione è fuori dalle mani della Banca Centrale del Canada e del governo federale, a causa di fattori esterni come la guerra in Ucraina". Secondo l'esperta, anzi, gli aumenti dei tassi di interesse stanno avendo effetti diversi, come evidenziato dal recente rallentamento del mercato immobiliare, quindi gli sforzi per ridurre i prezzi attraverso l'aumento dei tassi di interesse significheranno un rallentamento dell'economia: "Penso davvero che sarà una strada difficile da percorrere", ha affermato.

Il tasso di inflazione annuale a maggio è salito al livello più alto in quasi quattro decenni, con Statistics Canada che ha registrato un aumento del 7,7% rispetto a un anno fa. I prezzi dell'energia sono aumentati del 34,8% rispetto all'anno precedente, con i prezzi della benzina in aumento del 48%, quelli del cibo nei supermercati del 10% circa e quelli per le spese di viaggio di oltre il 40%, solo per fare alcuni esempi.

Ma gli effetti a catena di una situazione così complicata sono, in realtà, molteplici e non riguardano solo la "spesa" in generale o le case: l'inflazione influisce anche sulle scelte e le prospettive di vita. Secondo un sondaggio commissionato da Bromwich + Smith e Advisorsavvy, 4 canadesi su 10 di età superiore ai 55 anni hanno ritardato o pianificato di ritardare il pensionamento perché hanno troppi debiti. E quasi due terzi (62%) hanno ritardato il pensionamento perché non hanno abbastanza risparmi o investimenti. Solo quest'anno, poco più della metà (54%) dei canadesi più anziani ha ritardato il pensionamento a causa dell'aumento dell'inflazione e del costo della vita.

"I canadesi si sentono tutti un po' esausti dagli ultimi due anni, tra molteplici ondate di Covid-19 e un'economia a brandelli", afferma Laurie Campbell, dirigente di Bromwich + Smith. “Per chi è vicino alla pensione, il 2022 potrebbe sembrare l'anno migliore per farlo. Ma con l'inflazione ancora alta e conti bancari e risparmi pensionistici in esaurimento, potrebbe essere saggio chiedersi: posso andare in pensione nel 2022?". E la risposta, probabilmente, è "no".

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