CorrCan Media Group

Incontro al TCDSB: Rizzo e Poplawski preferiscono furbizia a sincerità

Incontro al TCDSB: Rizzo e Poplawski preferiscono furbizia a sincerità

TORONTO – La ‘validità’ del progetto “in questo momento è incerto”.
Almeno dalla prospettiva delle risposte pubbliche sollecitate dal sistema di Consultazione sul Progetto di Riqualificazione di TCDSB/VCI. Questa è stata l’osservazione conclusiva del Consulente, che ha esortato tutti a leggere la relazione completa quando sarà resa disponibile online il 31 gennaio prossimo.
Stranamente così si è espresso davanti ai suoi committenti – il TCDSB, il suo personale e i Trustees – e davanti al presidente e il personale della VCI, che sicuramente devono aver insistito nell’esaminare una copia prima che venisse presentata in una pubblica assembl
Più strano ancora ammettere che il pubblico avesse visto il processo di consultazione con scetticismo e sfiducia. Il Consulente ha riconosciuto che consultazioni legittime dovrebbero essere tenute prima di prendere decisioni, non durante o dopo che esse vengano prese. Come, per esempio, in questa situazione.
Ancora una volta, quei sostenitori che sfidano la legittimità di un progetto di riqualificazione, si sono presentati in numero impressionante. Forniti di presentazioni convincenti per rafforzare la loro posizione, pronunciate con efficacia e passione.
Uno dopo l’altro, Joseph Palozzi, Deborah Galego, Stephanie Fusco D’Amico, Christine Genowefe, Kerry Kotlarchuk, Lawrence Pincivero hanno descritto dettagliatamente la loro posizione per Salvare il Columbus Centre, contestando nel frattempo i presupposti e la validità del Progetto.
Chiaramente prevenuto, e meno che competente, la Presidente ha rischiato di trasformare in baraonda l’incontro, con le sue costanti interruzioni e le sue intimidazioni, soprattutto con Lawrence Pincivero e Anthony che ha letto – come intervento – la lettera di Hari Jagasia.
Il gruppo è stato sostenuto dalla relazione del Consigliere Josh Colle – eccellente e professionale, come quelli che l’avevano preceduto e quelli che lo hanno succeduto – sulle questioni tecniche e procedurali.
Avrebbe potuto risparmiarsi il fastidio. Qualche Trustee, senza curarsi di alcun danno  alla reputazione collettiva e individuale, hanno deciso di non “eliminare l’accordo immediatamente” – così come ci si sarebbe aspettato in assenza di un “consenso travolgente” per il progetto, nella relazione dei Consulenti. 
Era quanto richiesto nella Mozione, presentata e approvata, dal fiduciario Sal Piccininni, il 16 novembre scorso.
Ma questo è il Provveditorato “cattolico”. Chissà quali bravate saranno disposti a compiere i Trustees coinvolti in una missione politicamente suicida. 
In qualche modo un’assemblea strumentalizzata con canti e preghiere, prima di iniziare il confronto, è un’alternativa alla trasparenza e alla fiducia. Dio ce ne liberi.
More in Canada