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Il profilo del killer: Minassian, una personalità disturbata

Il profilo del killer: Minassian, una personalità disturbata

TORONTO – Mentre Toronto piange i suoi morti e li ricorda con le veglie – una ha avuto luogo martedì sera poco lontano dal luogo della strage ed un’altra è in programma domenica alle 7 pm nella Mel Lastman – la domanda che sorge spontanea è cosa abbia spinto Alek Minassian a lanciarsi con un van sui passanti uccidendone 10 e ferendone altri 14.
Le teorie islamofobiche sono state abbandonate rapidamente e sono state sostituite da nuove motivazioni. Dal nazionalismo armeno (l’attacco è arrivato alla vigilia del genocidio armeno) all’autismo (il sospetto si crede ne soffra, ma secondo gli operatori sanitari non esiste alcuna correlazione tra la malattia e la violenza) fino alla misoginia più profonda.
La motivazione che si sta rafforzando è quella che prende spunto dal post pubblicato da Minassian poco prima della carneficina.  Il messaggio recita che “The Incel Rebellion” è iniziata. Un messaggio in codice che si riferisce al movimento formato online da uomini che vengono rifiutati dalle donne, che non accettando le avance rendono gli uomini “involontariamente celibi”.
La rabbia e la frustrazione elevate all’ennesima potenza sembrano essere esplose nella mente del venticinquenne di Richmond Hill che ha ucciso dieci persone innocenti in un bel pomeriggio primaverile.
Un giovane che viene descritto da chi lo conosce come solitario, di poche parole, problematico fin dal tempo in cui frequentava le scuole elementari. «Era sempre pronto a scattare per un nonnulla – ricorda Shannon Goel che è stata una compagna di classe di Minassian presso la Sixteenth Avenue Public School di Richmond Hill – controllarlo era difficile».
«Al tempo in cui frequentava la Thornlea Secondary School – ha aggiunto l'ex compagno di scuola Will Cornish – faceva parte di un programma per ragazzi con bisogni speciali”. Non si è mai comportato in modo violento, ma lo vedevamo spesso nei corridoi che si torceva le mani con lo sguardo rivolto verso il basso».
Dal 2011  fino ad ora Minassian ha frequentato il Seneca College. «L’ho visto una settimana fa – ricorda Joseph Pham che frequentava assieme a Minassian un corso classe di programmazione informatica – Non ho mai parlato con lui anche se a volte eravamo seduti vicini. Non parlava davvero con nessuno. Era molto chiuso». Pham ha aggiunto che l’accusato aveva un talento per la programmazione ed aveva  creato una app per consentire agli utenti di trovare parcheggio a Toronto.
Da queste poche informazioni frammentarie emerge il ritratto di una personalità non integrata nel sociale e per alcuni versi problematica. Che cosa abbia fatto scattare con esattezza in lui l’istinto omicida rimane ancora un mistero.
 
 

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