Il “Plan to stay open”
conta sulla sanità

di Mariella Policheni del August 19, 2022

TORONTO - Investire nelle strutture sanitarie private per gli interventi chirurgici, aggiungere fino a 6.000 operatori sanitari, trasferire gli anziani in case di cura a lunga degenza “alternative”. Sono questi in sintesi i punti salienti del “Plan to stay open” presentato ieri dal governo dell’Ontario in vista di un probabile aumento delle malattie respiratorie nei prossimi mesi. "Quando abbiamo pubblicato il nostro primo piano per rimanere aperti nel marzo 2022, abbiamo promesso di far sì che l’Ontario fosse pronto per le sfide di domani perché non possiamo più accettare lo status quo - ha affermato Sylvia Jones, vicepremier e ministro della Salute durante una conferenza stampa - per fare in modo che la nostra provincia e l’economia possano rimanere aperte, la seconda fase del nostro piano fornirà il supporto di cui il nostro sistema sanitario ha bisogno per affrontare le pressioni urgenti di oggi e una potenziale ondata invernale di Covid”.

Non manca nel “piano per rimanere aperti” la privatizzazione che la scorsa settimana ha fatto infuocare gli animi dei residenti della provincia. Ford e il suo governo, è noto, hanno un debole per il settore privato. Il premier è stato recentemente preso di mira per aver suggerito che la privatizzazione dell’assistenza sanitaria potesse essere considerata un modo per alleviare il carico degli ospedali. Ieri la Jones ha affermato che il governo dell’Ontario sta "investendo di più" per aumentare gli interventi chirurgici sia negli ospedali pediatrici che nelle cliniche private coperti dall’Ontario Health Insurance Plan (OHIP).

E novità, destinate anche queste a scatenare polemiche, riguardano il settore delle cure a lunga degenza. Il governo ha deciso di introdurre una legislazione che consentirà ai pazienti anziani ricoverati in ospedale in attesa di essere trasferiti in una casa di cura, di essere sistemati in una struttura alternativa, potenzialmente in una comunità diversa, fino a quando sarà disponibile un posto letto nella struttura da loro preferita. In questo modo, assicura il governo, nei primi sei mesi saranno liberati 250 posti letto negli ospedali. Il governo ha affermato che ci saranno "linee guida obbligatorie" utilizzate per garantire che i pazienti rimangano vicini ai loro cari e che non ci siano costi aggiuntivi: tuttavia, sono stati forniti pochi dettagli su ciò che tali linee guida comportano.

Espandere un programma che consenta ai paramedici di trasportare i pazienti in un luogo diverso da un pronto soccorso o di curarli sul posto rientra anche nei piani del governo che sembrerebbe impegnato a mettere così facendo un cerotto sulla sanità.
Sono linee guida, queste, ha detto Jones, che si prefiggono lo scopo di mettere a disposizione letti ospedalieri piuttosto che crearne di nuovi.
La mancanza di personale negli ospedali è in questo momento la spina nel fianco ed il governo della provincia prevede di aggiungere fino a 6.000 operatori sanitari in nel sistema dell’Ontario.

Per fare ciò, il governo coprirà temporaneamente i costi di esami, domande e tasse di iscrizione per gli infermieri formatisi a livello internazionale, qualcosa che secondo loro ridurrà le barriere finanziarie e farà risparmiare ai lavoratori circa $ 1.500.
Secondo gli operatori sanitari, l’abrogazione del Bill 124 che limita gli aumenti salariali all’uno per cento all’anno aiuterebbe notevolmente a fermare la fuga del personale sanitario dagli ospedali, ma del controverso disegno di legge Jones ha evitato di parlare.

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