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Il grande pasticcio dei numeri e delle proiezioni

Il grande pasticcio dei numeri e delle proiezioni

Il grande pasticcio dei numeri e delle proiezioni

TORONTO – Allacciamoci le cinture e prepariamoci a un sonoro schiaffo in faccia. Oggi il governo dell’Ontario presenterà le proiezioni sui potenziali contagi e sulle possibili vittime della pandemia Covid-19 in provincia. Numeri che si preannunciano catastrofici.

“Voglio essere trasparente – ha dichiarato Doug Ford – non voglio nascondere nulla. Sono cifre impressionanti e spero che queste proiezioni facciano cambiare il comportamento irresponsabile di tanta gente che non ascolta i nostri inviti a stare a casa e a mantenere la distanza consigliata”.

Perché invece il governo federale, a differenza di quello provinciale, non rende pubbliche le proiezioni sul potenziale numero di vittime di Covid-19 in Canada? È la domanda che sta circolando da giorni e non si tratta di una polemica politica – per ora le opposizioni hanno deciso di non cavalcarla, concentrandosi sulle misure economiche annunciate dall’esecutivo – ma di una legittima richiesta da parte degli organi di informazione.

Anche ieri Justin Trudeau, durante il suo messaggio alla nazione da Ottawa – dove si trova ancora in auto isolamento – ha preferito schivare la questione, sottolineando come i dati in mano al governo “saranno resi pubblici nei prossimi giorni”e come sia ancora prematuro fare delle previsioni che potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche o troppo catastrofiche.

Ma a scavalcarlo ieri è stato il premier dell’Ontario Ford, che ha annunciato per oggi la presentazione delle proiezioni sul contagio e sulle vittime potenziali in provincia.

A livello federale diciamo subito che non siamo di fronte ad alcun tipo di cover-up, di tentativo del primo ministro di celare informazioni vitali in una fase tanto delicata come quella che stiamo vivendo in queste settimane. Si tratta di una scelta politica ben precisa, che va nella direzione opposta rispetto a quella presa negli Stati Uniti, in Inghilterra e a questo punto anche in Ontario.

Questa settimana il presidente americano Donald Trump, insieme all’immunologo Anthony Fauci, ha presentato alcuni modelli che descrivono lo sviluppo del contagio negli Usa accompagnati da dei grafici che spiegano come la curva dovrebbe impennarsi nei prossimi giorni e presentando un probabile bilancio delle vittime, che sarebbe dai 100mila ai 240mila morti.

A Londra le massime autorità sanitarie del National Health Service hanno ipotizzato il probabile numero di decessi nel Regno Unito a quota 20-25mila.

In Canada il governo Trudeau ha scelto di non farlo, almeno per ora. Una componente – forse decisiva – all’interno di questo contesto è sicuramente quella dei dati ancora provvisori in mano alle autorità mediche canadesi.

La raccolta del numero dei contagiati, delle persone ricoverate, di quelle che devono fare ricorso alla terapia intensiva, di quelle intubate e delle vittime viene lasciata alle singole autorità sanitarie locali: queste poi devono passare i dati alle autorità provinciali e quindi a quelle federali.

Si tratta quindi di una mappatura a macchia di leopardo, dove alcune province sono più avanti perché meglio attrezzate nella comprensione geografica degli sviluppi del contagio rispetto ad altre. Molte province del Canada, inoltre, si trovano ancora abbastanza indietro nella misurazione della pandemia nel rispettivi territori. In alcune province le persone sottoposte a tampone perché sintomatiche devono aspettare anche 8-10 giorni prima dei risultati, visto che in molti laboratori il numero dei test da effettuare è gigantesco.

In sostanza i dati in mano al ministero federale della Sanità sono ancora parziali e non sono in grado di scattare un’istantanea veritiera sugli sviluppi del contagio. Le variabili che possono quindi incidere su un possibile scenario sono ancora troppe per azzardare un modello di crescita della pandemia.

Con il passare dei giorni capiremo se le misure assunte dai comuni, dalle province e da Ottawa sono state sufficienti a mitigare l’impatto del Covid-19 o meno. È quindi del tutto evidente che il governo federale potrà bloccare le proiezioni per qualche giorno, poi sarà costretto a cedere alla pressione e seguire l’esempio di Ford e delle altre province che andranno nella stessa direzione del premier dell’Ontario.

“La maggiore responsabilità è nei singoli cittadini – ha ribadito ieri Trudeau – come tutti quanti ci comporteremo nei prossimi giorni avrà delle ripercussioni decisive sullo sviluppo del contagio nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Quindi dobbiamo ancora insistere su questi due fattori: rimanete a casa il più possibile, uscendo solo in caso di stretta necessità, e mantenete la distanza con le altre persone”.

In ogni caso ieri il Canada ha superato la soglia degli 11mila casi confermati e il bilancio delle vittime è salito a quota 130.

Sempre ieri il primo ministro ha annunciato l’arrivo a Hamilton di circa 1 milione di mascherine dall’estero la cui efficacia è attualmente al vaglio e che dovrebbero essere presto messe a disposizione degli operatori sanitari e di chi lavora in prima linea per contenere l’emergenza Covid-19.