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Il confine Canada-Usa rimarrà blindato fino al prossimo 21 giugno

Il confine Canada-Usa rimarrà blindato fino al prossimo 21 giugno

Il confine Canada-Usa rimarrà blindato fino al prossimo 21 giugno

TORONTO – Il confine tra il Canada e gli Stati Uniti rimarrà chiuso per un altro mese. Lo ha confermato ieri Justin Trudeau durante il suo discorso alla Nazione, un appuntamento quotidiano che sta accompagnando l’emergenza Covid-19 in Canada.

Già la scorsa settimana il primo ministro aveva ribadito la sua intenzione di rinnovare l’accordo con Washington, in scadenza il 21 maggio, che prevede le frontiere blindate con gli States per turisti e lavoratori non considerati essenziali.

L’amministrazione Usa quindi ha dato il proprio via libera e ieri è stata annunciata l’estensione dell’accordo fino al 21 giugno.

Da qui a quella data Canada e Stati Uniti avranno tempo per monitorare con attenzione lo sviluppo della curva dei contagi e si troveranno davanti a un bivio: prorogare ancora una volta il blocco delle frontiere oppure optare per l’allentamento delle restrizioni.

“Si tratta di una decisione importante – ha dichiarato il primo ministro – perché permetterà di garantire la sicurezza delle persone in entrambi i Paesi”. Ottawa nelle ultime settimane aveva aumentato il pressing su Washington per estendere il provvedimento di chiusura delle frontiere.

Mentre in Canada infatti il trend del contagio conferma un significativo rallentamento, soprattutto nelle province che sono state meno colpite dalla pandemia – Saskatchewan, Manitoba, New Brunswick, Nova Scotia e Alberta – negli Stati Uniti il ritmo dell’epidemia è ancora molto alto, sia per quanto riguarda gli aumenti giornalieri dei nuovi contagiati sia per il numero delle vittime.

L’accordo quindi rimarrà in piedi nel mese in cui sia il Canada che gli Stati Uniti staranno gradualmente riavviando le rispettive economie dopo la chiusura durata circa due mesi.

Ora resta da capire quali saranno le decisioni del governo federale riguardo la futura riapertura degli scali canadesi per i voli internazionali, oggi limitati a chi si deve spostare per ragioni di urgenza o per motivi di lavoro ritenuti essenziali.

In Europa, su questo punto, negli ultimi giorni si sta andando incontro a un graduale allentamento delle restrizioni, una sorta di luce verde in vista delle vacanze estive. In Canada invece dovremo aspettare ancora qualche settimane prima di avere delle indicazioni definitive.

Come è sempre avvenuto in questi due mesi di pandemia, sarà decisiva l’opinione delle autorità sanitarie, che continuano a chiedere prudenza e cautela per non gettare al vento i sacrifici degli ultimi sessanta giorni da parte di tutta la popolazione canadese.

Ed ecco che l’analisi dei dati relativi al contagio dei prossimi quattordici giorni sarà decisiva per proseguire sulla strada dei progressivi allentamenti delle restrizioni o, viceversa, per tornare a qualche forma di lockdown.

In Ontario, insieme al Quebec la provincia più colpita del Canada, a partire da ieri hanno riaperto al pubblico i negozi per la vendita al dettaglio. I titolari devono garantire il rispetto delle linee guida per la sicurezza dei dipendenti e dei clienti, con il distanziamento fisico che deve essere rispettato sempre e comunque. Ma è chiaro, come hanno avvertito gli esperti, che a un rilassamento delle restrizioni potrebbe corrispondere un aumento dei casi nelle prossime settimane.

Un fenomeno questo che è già accaduto in Cina, in Correa del Sud e in Germania. Anche per questo si moltiplicano gli appelli rivolti ai singoli cittadini: non siamo nella fase del “libera tutti”, serve prudenza e bisogna evitate comportamenti che potrebbero favorire il contagio.