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Il commissario all’Etica avvia un’indagine sul ministro Morneau

Il commissario all’Etica avvia un’indagine sul ministro Morneau

Il commissario all’Etica avvia un’indagine sul ministro Morneau

TORONTO – “Chi ricopre cariche pubbliche non deve partecipare al processo decisionale se è consapevole di trovarsi in una situazione di conflitto d’interesse, nel prendere quella stesa decisione”. La Sezione 6 della legge federale sul Conflitto d’interesse è molto chiara sul punto e impone inoltre la ricusazione di chi partecipa alla decisione, nel caso in cui ci sia un conflitto d’interessi assodato.

Sulla base di queste motivazioni il mese scorso il commissario federale all’Etica Mario Dion aveva avviato un’indagine sul primo ministro Justin Trudeau in merito alla decisione del governo di attribuire un ricco contratto da 912 milioni di dollari all’ong We Charity per la gestione dei fondi destinati agli studenti che fanno volontariato. E ieri Dion ha deciso di avviare un’inchiesta anche sul ministro delle Finanze Bill Morneau.

Nei giorni scorsi era emerso come la famiglia di Morneau, come quella del primo ministro, aveva avuto degli stretti legami con We Charity. Una figlia del ministro, Grace, lavora per il dipartimento viaggio della ong. Un’altra figlia di Morneau, Clare, è stata per molto tempo una volontaria dell’associazione e in passato è stata anche una delle speaker in alcuni eventi.

Il coinvolgimento di alcuni esponenti del governo sta diventando una brutta gatta da pelare per l’esecutivo, a partire da Trudeau. Stando a quanto ha confermato la stessa organizzazione, la madre del leader liberale Margaret Trudeau in passato è intervenuta in 28 eventi organizzati da We Charity tra il 2016 e il 2020 per un compenso totale di 320mila dollari, con una media di circa 11mila dollari a discorso.

Stando alla documentazione del governo, i fondi messi a disposizione per l’evento del 2017 furono stanziati direttamente dal ministero della Cultura. Ci sono forti sospetti sul potenziale conflitto di interessi da parte di Justin Trudeau, perché all’epoca era già primo ministro, carica ricoperta dal 2015.

Anche Alexandre Trudeau, fratello del primo ministro, ha partecipato ad alcuni eventi in cambio di un compenso. Ieri, nel frattempo, sono iniziate le udienze presso la commissione Finanze della House of Commons per fare luce su come si sia sviluppato l’intero processo decisionale che ha portato il governo a d attribuire il contratto da 912 milioni di dollari a We Charity.

Tra gli interventi, quelli del capo della burocrazia federale – il Clerk of the Privy Council Ian Shugart – della ministra alla Diversità Bardish Chagger, numerosi funzionari dei ministeri dell’Impiego e dello Sviluppo Sociale, rappresentanti dell’associazione Volunteer Canada, la vice amministra associata alla Cultura Gina Wilson e la vice ministra associata Rachel Wernick.

Trudeau ha recitato il proprio mea culpa, ammettendo che l’errore da parte sua è stato quello di non ricurarsi durante lo sviluppo del processo decisionale governativo che alla fine ha portato all’attribuzione del contratto.

Il primo ministro ha poi aggiunto che il governo ha semplicemente dato il suo benestare alla raccomandazione fatta dai funzionari ministeriali.

Le opposizioni, che ovviamente vogliono volerci chiaro, stanno cercando di smontare proprio questa testi: secondo i conservatori e il Bloc Quebecois, la decisione di attribuire il contratto a We Charity è stata puramente politica e questo anche per i legami tra la famiglia Trudeau e la stessa ong.