“Il Columbus Centre, un dono di cultura, sudore e orgoglio”

di Mariella Policheni del July 13, 2018

TORONTO - Quello di ieri a City Hall è stato un meeting al quale hanno partecipato tantissimi sostenitori del Columbus Centre, molti dei quali hanno anche fatto degli interventi riguardo il valore culturale e sociale di questa icona della comunità italiana di Toronto.
La riunione del Toronto Preservation Board ha avuto lo scopo di prendere in considerazione l’inclusione del Columbus Centre nell’Heritage Registry della città al fine di scongiurare eventuali demolizioni. Non sono state solo persone di origine italiana a spezzare una lancia a favore del centro comunitario: anche Lily M. Boraks, ad esempio, è intervenuta con parole il profondo significato del centro comunitario, la sua importanza non solo dal punto di vista culturale ma anche il senso di appartenenza, di familiarità provato dalle persone che ne hanno fatto un punto di riferimento.
Un edificio che non è solo malta e mattoni, ma un luogo vivo, dinamico, un cuore che pulsa. «Il mio primo contatto con il Columbus Centre è avvenuto nei primi anni Ottanta. Mio nonno è stato davvero entusiasta scoprendo quando il Columbus Centre fu costruito, quindi ha insistito perché andassimo insieme e condividessimo l’esperienza. Bisogna tenere conto che il nonno nella Seconda Guerra Mondiale era un soldato della Polish Division della British 8th Army ed ha preso parte in Italia nelle battaglie di Bologna, Ancona e Montecassino - ha detto con grande passione la Boraks - ha visto in prima persona l'orribile distruzione dei siti storici, quindi quando ha posato gli occhi sulla Rotonda del Columbus Centre ha dovuto farsi forza per trattenere le lacrime... era come se si fosse trovato in un’altra epoca. Si è fermato ad osservare estasiato... per lui era il vecchio mondo in una terra nuova»...
(il servizio completo è nell'edizione cartacea del "Corriere Canadese" di oggi: per abbonamenti 416-782-9222)

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No al meeting, Mike Colle contro il TCDSB
di Mariella Policheni il November 30, 2017
TORONTO - Ha un diavolo per capello Mike Colle. Di essere preso in giro così e di sentirsi dire no per ben due volte, dalla Dante Alighieri Academy prima e dalla Regina Mundi pochi giorni dopo, non se lo aspettava proprio. Il diniego del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) alla richiesta di poter usufruire di una delle due scuole per un importante meeting pubblico nel quale “tutti coloro che sarebbero interessati dalla demolizione del Columbus Center e dalla costruzione di un altro edificio” avrebbero potuto partecipare per esprimere la propria opinione in proposito, proprio non gli va giù. «Sono davvero molto irritato con il board cattolico di Toronto per aver rigettato la mia domanda di poter tenere la riunione in una delle scuole - dice il deputato provinciale Colle - questa è una decisione assurda. Come si può impedire un meeting con i residenti sul futuro delle due scuole e sul progetto nel quale 32.8 milioni di dollari dovrebbero essere stanziati dal ministero dell’Istruzione? Questo è denaro pubblico, denaro di tutti i contribuenti».
Quanto successo, secondo l’mpp di Eglinton/Lawrence ha tutte le caratteristiche di una telenovela con una trama intricata e colpi di scena: «La scorsa settimana ho telefonato alla preside della Dante Alighieri Academy per chiederle di poter usare il 5 dicembre l’auditorium per il meeting. La risposta è stata positiva, ma due giorni dopo ho ricevuto una telefonata dallo school board nella quale mi è stato detto che purtroppo l’auditorium era già riservato - dice Colle - mi è stato proposto di usare il 4 dicembre, un giorno diverso da quello che avevo in programma, la palestra della Regina Mundi, cosa che ho accettato».
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