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“Il Columbus Centre, un dono di cultura, sudore e orgoglio”

“Il Columbus Centre, un dono di cultura, sudore e orgoglio”

TORONTO – Quello di ieri a City Hall è stato un meeting al quale hanno partecipato tantissimi sostenitori del Columbus Centre, molti dei quali hanno anche fatto degli interventi riguardo il valore culturale e sociale di questa icona della comunità italiana di Toronto.
La riunione del Toronto Preservation Board ha avuto lo scopo di prendere in considerazione l’inclusione del Columbus Centre nell’Heritage Registry della città al fine di scongiurare eventuali demolizioni. Non sono state solo persone di origine italiana a spezzare una lancia a favore del centro comunitario: anche Lily M. Boraks, ad esempio, è intervenuta con parole il profondo significato del centro comunitario, la sua importanza non solo dal punto di vista culturale ma anche il senso di appartenenza, di familiarità provato dalle persone che ne hanno fatto un punto di riferimento.
Un edificio che non è solo malta e mattoni, ma un luogo vivo, dinamico, un cuore che pulsa. «Il mio primo contatto con il Columbus Centre è avvenuto nei primi anni Ottanta. Mio nonno è stato davvero entusiasta scoprendo quando il Columbus Centre fu costruito, quindi ha insistito perché andassimo insieme e condividessimo l’esperienza. Bisogna tenere conto che il nonno nella Seconda Guerra Mondiale era un soldato della Polish Division della British 8th Army ed ha preso parte in Italia nelle battaglie di Bologna, Ancona e Montecassino – ha detto con grande passione la Boraks – ha visto in prima persona l’orribile distruzione dei siti storici, quindi quando ha posato gli occhi sulla Rotonda del Columbus Centre ha dovuto farsi forza per trattenere le lacrime… era come se si fosse trovato in un’altra epoca. Si è fermato ad osservare estasiato… per lui era il vecchio mondo in una terra nuova»…
(il servizio completo è nell’edizione cartacea del “Corriere Canadese” di oggi: per abbonamenti 416-782-9222)

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