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“Il Columbus Centre non è vostro”

“Il Columbus Centre non è vostro”

TORONTO – L’appello è accorato. Le parole sono sincere e appassionate. Pur di salvare dalla demolizione il Columbus Centre, Pasquale De Marco ogni domenica si reca davanti a una delle varie chiese cattoliche di Toronto e distribuisce i suoi volantini ai fedeli che escono al termine della messa. Coinvolgere il maggior numero di persone, sensibilizzare la gente e fare pressione per riuscire a evitare lo smantellamento del centro comunitario tanto caro agli italocanadesi di Toronto, è quanto De Marco si propone. 
Instancabile e animato dalla certezza di subire una ingiustizia se il progetto del board cattolico di Toronto e di Villa Charities Inc. otterrà il semaforo verde per la sua realizzazione, De Marco domenica scorsa, aiutato da alcuni volontari, ha distribuito i suoi volantini di fronte alla chiesa di San Francesco d’Assisi al 72 Mansfield Avenue, vicino College Street. “Vi preghiamo di aiutarci a prevenire la demolizione e la distruzione del nostro amato Columbus Centre per mano di Villa Charities e del Toronto Catholic District School Board – si legge nel lungo volantino – il Columbus Centre è il cuore e l’anima della comunità italocanadese. È un luogo sereno. È stato costruito con contributi e donazioni provenienti da tutta la diaspora italiana. È un luogo costruito dal popolo italiano per tutte le persone. Con la demolizione del Columbus Centre, Villa Charities e il Toronto Catholic District School Board saranno colpevoli di niente di meno che il genocidio culturale della comunità italiana”.
De Marco mette nero su bianco anche come la scoperta del progetto di demolire il Columbus Centre sia arrivata come un fulmine a ciel sereno. “Eravamo del tutto ignari della tragedia che stava per accadere”, dice l’italocanadese, che paragona il comportamento di Villa Charities e del board cattolico di Toronto a quello dei “ladri nella notte”.
Di seguito, proprio per informare su quanto accaduto nei mesi scorsi, viene spiegato per sommi capi cosa è il Columbus Centre, invitando coloro che non l’hanno mai visitato a farlo “fin quando è ancora lì”. “Ascolta in silenzio e sentirai il suo cuore battere, sentirai la sua anima. Non esiste un posto simile nella nostra città”, dice De Marco.
A pagare le conseguenze che deriveranno dalla realizzazione del progetto saranno soprattutto gli anziani che vivono a Villa Colombo, a Caboto Terrace, a Casa Del Zotto i quali perderanno i loro splendidi giardini finendo per vivere “come ratti in isolamento”. “Sappiamo che la loro sofferenza non significa nulla per i baroni di Villa Charities e i trustee del provveditorato  cattolico di Toronto. Nei loro piani non sono altro che danni collaterali. Vergogna su di te, Villa Charities! Vergogna su di voi, trustees del board cattolico!”.  Il maggior traffico su Dufferin che è una delle vie più congestionate e l’aumento della popolazione a causa dei nuovi condomini saranno alcuni aspetti negativi da mettere in conto se al progetto verrà dato il via libera. De Marco non manca di menzionare e ringraziare l’mpp Mike Colle e il ministro Mitzie Hunter, il primo per la lotta al fianco della comunità, la seconda per aver bloccato lo stanziamento dei 32.8 milioni di dollari al Tcdsb. Ma sono tante le domande che l’italocanadese, e come lui tantissimi altri, si pongono da tempo e che ancora non hanno alcuna risposta. “Nel meeting del 13 giugno l’avvocato di Villa Charities non è stato in grado di rispondere a domande molto semplici. Chi è il proprietario? Non lo sapeva. Chi è Villa Charities? Non lo sapeva. Quanti membri fanno parte del board di Villa Charities? Non lo sapeva. Chi ha il diritto di eleggere i membri del board? Non lo sapeva”, si legge ancora nel volantino. 
Una performance, questa, giudicata imbarazzante. “Non meno imbarazzante è stata anche quella della trustee Maria Rizzo, che non ha saputo rispondere a molte delle domande dei consiglieri e che ha definito il progetto gestito male fin dall’inizio”. 
Pasquale De Marco invia anche un messaggio ai trustee del board cattolico: “Con le vostre azioni avete piantato i semi per la distruzione dell'istruzione cattolica nella città di Toronto – conclude – abbandonate questa follia. Il Columbus Centre è stato costruito con il sangue, il sudore e le lacrime degli italiani. Lasciatelo stare! Non è vostro! Non lo potete distruggere. Lo capite?”.
 
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