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I Neville-Lake fanno causa a Muzzo per 25 milioni

I Neville-Lake fanno causa a Muzzo per 25 milioni

I Neville-Lake fanno causa a Muzzo per 25 milioni

di Leonardo N. Molinelli

TORONTO – Non è ancora chiusa la vicenda tra Marco Muzzo e la famiglia Neville-Lake. Il 29enne erede della potente famiglia italocanadese è stato infatti citato in giudizio per 25 milioni di dollari dai parenti delle sue vittime per i danni permanenti causati dall’incidente del 27 settembre 2015.

Muzzo infatti è stato condannato a fine marzo a 10 anni di carcere e 12 di ritiro della patente per aver ucciso, guidando ubriaco, i tre piccoli Daniel, Harrison e Milly Neville-Lake (rispettivamente di nove, cinque e due anni) e il loro nonno Gary Neville (65) ferendo inoltre la nonna Neriza Neville e la bisnonna Josefina Frias. Un caso che ha colpito molto l’opinione pubblica e che ha riacceso le polemiche sulla tolleranza del sistema giuridico canadese verso la guida in stato d’ebrezza.

Il pomeriggio del 27 settembre 2015 infatti Muzzo era tornato con l’aereo privato dal suo addio al celibato a Miami e, ancora totalmente ubriaco, ha preso l’auto per tornare a casa. Nel tragitto ha però travolto l’auto su cui viaggiavano i coniugi Neville con la signora Josefina Frias e i tre nipoti, uccidendo quattro persone e ferendo le due donne. Nel suo sangue è stata trovata una quantità di alcol pari a quasi tre volte il limite consentito dalla legge.

Nel processo penale Muzzo si è dichiarato colpevole per le quattro accuse di guida in stato d’ebrezza che ha causato la morte e le due di guida in stato d’ebrezza che ha causato danni fisici e, come detto, è stato condannato a 10 anni di carcere e a 12 di ritiro della patente. Una sentenza considerata tra le più dure nella storia penale del Canada in tema di morti legate alla guida in stato d’ebrezza. Tra tre anni però, Muzzo potrà richiedere la libertà condizionale e uscire di galera.

Adesso invece la famiglia Neville-Lake chiede un riconoscimento in denaro dei danni subiti quel 27 settembre 2015. E chiede 25 milioni di dollari.

Secondo il testo della causa presentata dalla signora Neriza Nevilla insiema ai genitori dei tre bimbi, Edward Lake e Jennifer Neville-Lake e agli zii Jonathan e Josephine Neville, “l’accusato, Marco Muzzo, si è comportato in modo presuntuoso e con disprezzo dei diritti del querelante”. Muzzo inoltre, per il querelante, “era cosciente delle possibili conseguenze della sua mancanza di attenzione ed è stato indifferente o peggio, al pericolo di danni fisici o di morte per gli occupanti della macchina dei Neville-Lake”.

Tutte accuse che, ovviamente, devono essere provate in tribunale. A essere citato in giudizio però non è solo Marco Muzzo, ma anche la compagnia della sua famiglia, la Marel Contractors.

I Neville-Lake infatti sostengono che proprio la compagnia dei Muzzo sia la proprietaria della macchina guidata dal 29enne il giorno dell’incidente e che la compagnia avrebbe mancato di assicurarsi che il mezzo fosse a posto a livello meccanico. Nel testo della citazione si legge che la Marel avrebbe permesso al suo veicolo “di essere guidato da un guidatore a cui sono mancate ragionevole cura, mezzi, abilità e formazione e che non avrebbe mai dovuto guidare il mezzo in questione”.

Inoltre i querelanti sostengono che la Marel non ha curato a dovere l’auto, compreso il mancato controllo dei freni, visto che, come sostiene anche il Toronto Star, dopo l’ammissione di colpevolezza di Muzzo la Corte è venuta a conoscenza del fatto che l’imputato avesse frenato 3.7 secondi prima dell’impatto e ciononostante la macchina avesse una velocità di 85 km/h nel momento dello schianto.

La notizia della causa però non deve avere colto di sorpresa la famiglia Muzzo, tanto che l’avvocato Steven Stieber, che rappresenta sia la famiglia che la Marel Contractors, ha detto al Toronto Star che la dichiarazione dell’accusato sarà pronta presto e che “accetterà le responsabilità e non cercherà di addossare la colpa o la responsabilità su nessun altro”.

Stieber ha inoltre assicurato che gli accusati, il cui patrimonio è valutato da alcune riviste in 1.8 milairdi di dollari, sperano di risolvere presto il problema dell’indennizzo. Probabile insomma che si cerchi un patteggiamento, soprattutto per evitare di arrivare in aula, dove potrebbero venire fuori altri dettagli di quel terribile 27 settembre.

(Mercoledì 21 settembre 2016)

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