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I canadesi si scoprono cospirazionisti: il governo nasconde qualcosa

I canadesi si scoprono cospirazionisti: il governo nasconde qualcosa

I canadesi si scoprono cospirazionisti: il governo nasconde qualcosa

TORONTO – Il Covid-19 è stato creato in laboratorio, magari per ordine del governo cinese, oppure per rendere obbligatorio il futuro vaccino: anzi no, il Covid-19 non esiste proprio.

Nel bel mezzo della pandemia di coronavirus che ha messo in ginocchio le economie e i sistemi sanitari di tutto il mondo, i canadesi si scoprono cospirazionisti.

È quanto emerge dai sorprendenti risultati di un sondaggio condotto dalla Leger insieme all’Association for Canadian Studies, nel quale emerge come almeno la metà della popolazione canadese tenda a credere alla teoria del complotto quando si tratta di Covid-19.

L’indagine statistica è stata condotta parallelamente in Canada e negli Stati Uniti: dato ancora più sorprendente, scopriamo che gli americani sono meno complottisti di noi.

Secondo l’istantanea scattata dalla Leger, il 50 per cento dei canadesi ritiene che il governo non stia raccontando tutta la verità sulla pandemia di coronavirus, contro il 35 per cento degli americani. Il 37 per cento del campione – 1.510 persone intervistate – pensa che il Covid sia stato creato in laboratorio, il 34 per cento ritiene che l’ordine sia partito direttamente dal governo cinese. Ma non basta.

Il 19 per cento degli intervistati crede che il numero delle vittime comunicate dai singoli governi sia esagerato, il 16 per cento considera il Covid-19 come una normale influenza, il 16 per cento pensa che il virus sia stato creato per poter rendere obbligatorio il futuro vaccino e sempre il 16 per cento del campione ritiene che ci sia già una cura efficace contro la malattia, ma che il governo non la voglia utilizzare, non si sa bene per quale motivo.

Il 15 per cento dei canadesi vede un collegamento tra il coronavirus e la rete di telecomunicazione 5G – una fake news che ha creato molti “adepti”anche in Italia – il 12 per cento ritiene che Bill Gates abbia delle responsabilità nella diffusione del virus, mentre per il 10 per cento degli intervistati il vaccino è stato creato per interferire con la rielezione di Donald Trump. Infine, il 7 per cento della popolazione crede che il Cvodi-19 semplicemente non esista.

Nel sondaggio poi vengono affrontati temi anche più seri, che tastano il polso dei canadesi sui cambiamenti che il coronavirus ha provocato sulla nostra vita quotidiana.

Il 45 per cento dei canadesi dice di indossare la mascherina nei luoghi pubblici, contro il 54 per cento che dice di non farlo. In ogni caso, il 51 per cento degli intervistati ritiene che la mascherina debba essere obbligatoria negli spazi pubblici.

Per quanto riguarda il distanziamento fisico, il 56 per cento degli intervistati ammette di essere stato a meno di due metri da persone che non fanno parte del loro nucleo familiare.

Al di là delle varie teorie del complotto che emergono nel sondaggio, i canadesi temono di dover convivere ancora a lungo con il Covid-19. L’85 per cento del campione si dice preoccupato per la possibile seconda ondata della pandemia e l’80 per cento non ha fiducia nella capacità del nostro governo di poterla contrastare efficacemente.

Sul fronte delle restrizioni che hanno caratterizzato il lockdown, i canadesi vanno in ordine sparso. Il 13 per cento del campione vorrebbe che il governo allentasse le restrizioni ancora in vigore il prima possibile, il 53 per cento condivide il ritmo della road map – basata sulla cautela e sulla gradualità – mentre il 34 per cento chiede al governo di rallentare i tempi e arrivare più in là a una piena riapertura dell’economia del nostro Paese.