Governo-scuola,
negoziati in alto mare

di Mariella Policheni del August 15, 2022

TORONTO - Mentre la riapertura delle scuole si avvicina a passi da gigante i negoziati tra sindacati e governo non sembrano andare proprio per il verso giusto. Nonostante siano iniziati con largo anticipo - alla fine di luglio - un accordo sembra essere ancora in alto mare al punto che il Canadian Union of Public Employees (Cupe) ha deciso di parlare di un eventuale sciopero alla sua prossima riunione. Una mossa, questa, che il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce definisce una “inutile escalation”.

Intanto la presidente dell’Ontario School Board Council of Unions della Cupe Laura Walton, ha affermato che lo scopo dell'incontro è capire quali siano i passi che i lavoratori - educatori della prima infanzia, impiegati dell'amministrazione scolastica, autisti di autobus e custodi - vorrebbero intraprendere. "Parlare e prepararsi per ciò che potremmo dover fare in futuro non significa necessariamente che si tratti di uno sciopero - ha detto la Walton - Cupe ha già incontrato i rappresentanti del governo cinque o sei volte e molti altri meeting sono in programma. Iniziare a discutere di un eventuale sciopero, a questo punto, non è una cosa fuori dall’ordinario”.

Ma il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce ritiene che il sindacato stia pianificando uno sciopero nelle prime fasi delle trattative invece “di impegnarsi nei negoziati”. “Spero che il sindacato decida di tornare suoi passi, bloccare questa inutile escalation e collaborare con noi in buona fede per ottenere un accordo e far sì che i ragazzi possano rimanere in classe", ha detto.

Mentre il sindacato che rappresenta 55.000 lavoratori della scuola non scarta nessuna opzione - il loro contratto scade il 31 agosto - la provincia ha intenzione di presentare oggi una offerta “sostanziale”. “Prima ancora di conoscere l’offerta economica stanno iniziando a fare i primi passi verso un’astensione dal lavoro - ha detto Lecce lasciando trasparire tutta la sua scontentezza - credo che non sia coerente con lo spirito di un accordo volontario”.

Ma, a dire il vero, un accordo non sembra essere proprio dietro l’angolo dal momento che Cupe ha chiesto alla provincia aumenti di paga annuali dell'11,7% - o 3,25 dollari l'ora - sostenendo che i salari dei lavoratori siano stati limitati nell'ultimo decennio e che l'inflazione stia ancora salendo. A causa del controverso Bill 124 i lavoratori del settore pubblico in questi ultimi anni hanno avuto aumenti salariali limitati all'uno per cento. Ed ora, anche se il premier Ford ha promesso aumenti superiori, è difficile ipotizzare che questi possano essere di quasi il 12% come richiesto dal sindacato. La strada sembra essere in salita. Intanto il 6 settembre si avvicina.

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