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Ford: legale fumare cannabis per strada e davanti alle scuole

Ford: legale fumare cannabis per strada e davanti alle scuole

TORONTO – A partire dal 17 ottobre sarà possibile fumare marijuana per strada, davanti alle scuole o agli asili o a 10 metri dall’entrata degli ospedali.
È questa la clamorosa svolta voluta dal governo conservatore guidato da Doug Ford che ieri pomeriggio ha presentato il progetto di legge provinciale che stravolge la precedente norma approvata sotto l’amministrazione di Kathleen Wynne.
Nella sostanza, si legge nel testo di legge, sarà possibile consumare cannabis negli stessi luoghi dove è consentito oggi fumare sigarette.
I conservatori hanno stravolto quanto previsto in precedenza e la svolta è destinata a provocare polemiche a non finire.
Stando alla legge voluta dall’ex premier Wynne, dal 17 ottobre sarebbe stato possibile fumare marijuana solamente nella propria proprietà privata, a casa o nella propria backyard.
Ora invece, per volere di Doug Ford, sarà possibile consumare cannabis in tutti gli spazi pubblici salvo divieti previsti dalla legge.
Si potrà fumare marijuana per strada, nei marciapiedi, nei parcheggi davanti ai mall, in tutti i parchi pubblici.
Secondo lo Smoke-Free Ontario – la legge che regola il consumo del tabacco nel quale sarà inserita anche la cannabis – non è possibile fumare nelle scuole o negli impianti sportivi. Ma è del tutto lecito fumare a pochi passi dall’entrata degli istituti scolastici, degli asili, a partire da 21 metri di distanza dai parchi per bambini.
Ma cosa ha spinto il governo a questa clamorosa svolta? È evidente che..

.nella decisione c’è un mero calcolo economico. Da un lato c’è l’apertura alla vendita dei privati, rispetto al monopolio pubblico voluto dalla Wynne. Dall’altro si punta al turismo della cannabis: l’Ontario diverrà un hub di attrazione nel mondo per tutti coloro che vorranno fumarsi una canna in santa pace senza avere problemi con la legge. A rileggere le dichiarazioni del ministro delle Finanze Vic Fedeli alla presentazione di questo progetto di legge viene quasi da ridere, per non piangere. “La legislazione approvata dal governo fornirà tranquillità alle famiglie: quando stiamo parlando di salute pubblica, pubblica sicurezza e protezione dei giovani, il nostro governo non farà mai compromessi sull’impegno che ci siamo presi verso la gente.. Siamo alle comiche, o poco ci manca. Si tratta di un’operazione cinica, sconclusionata, ciliegina sulla torta di un’azione di governo che in pochi mesi ha provocato disastri su disastri, dimostrando un pressapochismo imbarazzante. Tanti, troppi dilettanti allo sbaraglio. Che nelle ultime settimane hanno provocato la più grave crisi istituzionale della storia dell’Ontario con il taglio dei consiglieri di Toronto, che hanno bloccato il previsto aumento della paga minima a 15 dollari a partire da gennaio, che sono stati portati in tribunale dal consiglio comunale di Toronto, da Greenpace e dai consumatori per la cancellazione delle agevolazioni di acquisto per le auto elettriche. Senza dimenticare come questo governo abbia deciso di imporre di nuovo alle scuole il programma di educazione sessuale del secolo scorso, datato 1998, mandandoci indietro di vent’anni e mettendo da parte tutti i problemi del cyber bullismo e i rischi per i bambini e gli adolescenti legati all’utilizzo di Internet e dei social media.
E mentre nelle strade di Toronto si continua a sparare e si continua a morire come mai in passato, di fronte all’immobilismo generale del governo, Doug Ford e soci non trovano niente di meglio da fare che presentare una legge che permetterà a chiunque di fumare marijuana per strada davanti ai nostri figli, ai nostri nipoti.
E sconcerta il fatto che anche questo provvedimento, come peraltro il taglio dei consiglieri comunali di Toronto, non fosse presente nel programma elettorale presentato agli elettori nelle ultime elezioni. Ford – come Trump negli Stati Uniti – ha vinto parlando alla pancia degli elettori, che hanno preferito ascoltare slogan e risposte semplificate a domande e sfide estremamente complesse.
Questi sono i risultati davanti agli occhi di tutti.
E sono passati meno di quattro mesi dal voto, abbiamo ancora quattro anni per arrivare alla fine del tunnel.
Nel 2022, speriamo che non saranno rimaste solo macerie.

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