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Estensione del CERB, gli aiuti potrebbero costare altri 64 miliardi

Estensione del CERB, gli aiuti potrebbero costare altri 64 miliardi

Estensione del CERB, gli aiuti potrebbero costare altri 64 miliardi

TORONTO – L’estensione del piano di aiuti attivato dal governo durante la pandemia avrà un conto salatissimo. Lo ha confermato ieri il Parliamentary Budget Officer (PBO) federale, Yves Giroux, che ha presentato le nuove previsioni di spesa in questa delicatissima fase per il Paese.

Stando ai nuovi calcoli, nel caso in cui il governo federale decidesse di prorogare il programma Canada Emergency Response Benefit (CERB) dalle 16 settimane previste a 28 settimane – quindi fino al gennaio del 2021 – ci ritroveremo con un ulteriore buco di bilancio quantificabile in $57,9 miliardi di dollari.

Oltre a questo – rivela il PBO federale – verrebbe incentivata la decisione di molti canadesi di non tornare al lavoro, puntando sui 2mila dollari al mese garantiti dal programma: questo dovrebbe pesare sulle case dell’Erario per almeno 3,2 miliardi di dollari. Numeri – sottolinea Giroux, che andrebbero limati e controllati costantemente, visto “il clima di grande incertezza che fa basare le previsioni su supposizioni”.

Secondo il Parliamentary Budget Officer la cifra finale della possibile estensione del programma potrebbe aggirarsi attorno ai 64 miliardi di dollari. Il tutto senza tenere conto di quanto il governo federale ha già speso per finanziare il CERB.

Ottawa aveva calcolato in circa 60 miliardi la spesa complessiva per il finanziamento del programma per sedici settimane. Le cifre più recenti, che fotografano la situazione allo scorso 4 giugno, confermano come a partire da metà marzo il programma sia già costato 43,51 miliardi di dollari, distribuiti a oltre 8 milioni di canadesi che sono rimasti senza lavoro a causa della pandemia di Covid-19.

Il principale problema per il governo federale è quello di garantire la copertura finanziaria di ogni singolo provvedimento presente nel pacchetto di aiuti messo in piedi dall’esecutivo per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese durante la crisi economica scaturita dal blocco del sistema produttivo canadese.

Nelle scorse settimane era stato lo stesso Parliamentary Budget Officer a quantificare in circa 260 miliardi di dollari il deficit per l’anno fiscale corrente, una cifra questa che dovrà necessariamente essere rivista al rialzo se davvero il governo andrà avanti con la sua intenzione di estendere il CERB.

Nel frattempo ieri alla House of Commons è stato presentato dal governo il progetto di legge che prevede sanzioni pecuniarie e penali pesantissime per chi ha ricevuto i fondi del CERB senza averne diritto. Tutti i partiti d’opposizione hanno criticato il provvedimento e hanno deciso di non concedere la corsia preferenziale che avrebbe permesso una rapida approvazione in Aula.

Per passare, la mozione del governo avrebbe dovuto ricevere il via libera all’unanimità. L’Ndp, come ha chiarito il suo leader Jagmeet Singh, si oppone al provvedimento perché lo ritiene troppo punitivo e penalizzante per le minoranze, mentre il Bloc Quebecois ha sottolineato la necessità di approvare modifiche significative. I conservatori di Andrew Scheer hanno ribadito il bisogno di una discussione più ampia e articolata che non può avvenire a causa dei lavori limitati alla House of Commons: richiesto ancora una volta il ripristino del normale numero di sedute.

Visti i presupposti, difficilmente il progetto di legge sarà approvato, non in tempi brevi almeno. Il provvedimento sarà riesaminato alla prossima seduta alla Camera, in programma mercoledì 17 giugno.