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Elezioni, Scheer deve guardarsi dal “fattore Ford”

Elezioni, Scheer deve guardarsi dal “fattore Ford”

TORONTO – Secondo gli ultimi sondaggi, il premier dell’Ontario – Doug Ford – gode di un gradimento di appena il 26% della popolazione della provincia. Se la matematica non è un’opinione, come può risultare dunque utile la presenza del premier nella campagna elettorale di Andrew Scheer?

Da ritenere addirittura dannosa la sua influenza sull’elettorato conservatore e su quello ancora incerto, in vista del voto del 21 ottobre? Tutti quesiti aperti, la cui soluzione – seppur immaginabile – lasciamo intuire a chi legge. Ma sta di fatto che lo stesso Ford stia assumendo un profilo quantomeno basso e che la sua presenza – nelle tappe della campagna di Scheer in Ontario – si sia registrata col contagocce.

Nella giornata di ieri, il leader dei conservatori – che i sondaggi elettorali vedono impegnato in un serrato testa a testa con Justin Trudeau – ha visitato alcune località in Quebec, tra cui Jonquière.

Scheer ha annunciato che il suo governo concederebbe un credito fiscale pari al 20% a chi effettui lavori di ristrutturazione ’ecologici’ – nella propria abitazione – per un costo tra i 1.000 ed i 20.000 dollari.

Justin Trudeau ha ieri iniziato la sua giornata di campagna elettorale in British Columbia, a Delta, dove ha anch’egli indirizzato il suo messaggio a chi vuole rendere la propria casa più ’verde’ e meno inquinante.

Trudeau ha promesso che un suo nuovo governo aiuterebbe che un suo nuovo governo aiuterebbe 1,5 milioni di canadesi che intendono ristrutturare la propria abitazione grazie alla concessione di prestiti senza interessi sino ad un massimo di 40.000 dollari. Un grant sino a 5.000 dollari verrebbe concesso a chi costruisca una nuova casa che venga riconosciuta a ’zero emissioni’ inquinanti.

Trudeau ha inoltre promesso la creazione di un apposito programma – dal valore di 100 milioni di dollari – per l’addestramento e la riqualificazione di carpentieri ed operai edili impegnati nella costruzione di abitazioni ed edifici a zero emissioni inquinanti.

Il leader dei neodemocratici, Jagmeet Singh, era ieri a Vancouver, in British Columbia, ha annunciato che un governo da lui guidato finanzierebbe – con un piano da 20 milioni di dollari – una speciale unità antiriciclaggio dell’RCMP per operare nella provincia occidentale. In un recente sondaggio, infatti, il 90% degli abitanti della British Columbia si è detto preoccupato dal fenomeno del riciclaggio di denaro sporco, i cui proventi giungono dal traffico e spaccio di stupefacenti, o da attività illecite nel settore immobiliare.

La leader dei verdi, Elizabeth May, era ieri ad Halifax, in Nova Scotia, dove ha annunciato che il suo governo renderebbe del tutto gratuite le rette di college ed università, grazie ad un piano da 16,4 miliardi di dollari per il primo anno.

La May ha specificato che questo programma verrebbe finanziato grazie ad un aumento dal 15 al 21 per cento delle tasse sulle aziende, in grado di generare 16 miliardi di dollari ed eliminando i differenziali positivi dalle vendite delle attività finanziarie (i cosiddetti capital gains) ricavandone altri 15 miliardi di dollari. Il leader del People’s Party of Canada, Maxime Bernier, era ieri in British Columbia, prima a Surrey e quindi a Vancouver.

Il leader populista ha parlato alla Camera di Commercio di Surrey, accolto però – al suo arrivo – da manifestazioni di protesta per le sue posizioni in materia di immigrazione, definite ’fasciste e razziste’ dai manifestanti.

Bernier ha ribadito che, un governo da lui diretto, permetterebbe l’ingresso di non più di 150.000 di immigrati l’anno, in Canada, specificando che “il nostro Paese non può accogliere un immigrazione di massa”.

Giorgio Mitolo

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