Discorso del Trono e budget provinciale:
le sfide del governo in questa legislatura

di Francesco Veronesi del August 9, 2022

TORONTO - Prima settimana di lavori parlamentari a Queen’s Park. La nuova legislatura scaturita dal voto provinciale dello scorso 2 aprile è stata ufficialmente inaugurata ieri, con il primo passo istituzionale, l’elezione dello Speaker della Camera.

Contrariamente alle indicazioni del premier Doug Ford, lo speaker uscente Ted Arnott è stato confermato contro la sfidante Nina Tangr.

La tabella di marcia presentata dal nuovo esecutivo prevede poi la lettura dell’agenda di governo attraverso il Discorso dal Trono, in programma oggi, seguita dalla presentazione del budget 2022: una manovra, quella che sarà illustrata dal ministro delle Finanze Peter Bethlenfalvy, che non dovrebbe presentare alcuna novità rispetto alla Finanziaria presentata la scorsa primavera immediatamente prima dello scioglimento della Camera e dell’avvio della campagna elettorale.

A grandi linee, dobbiamo quindi aspettarci una legge di bilancio di 198,6 miliardi di dollari. Tra i provvedimenti che sono già stati illustrati, l’investimento di circa 158,8 miliardi di dollari in 10 anni per autostrade, trasporti e ospedali e il nuovo credito d’imposta sul reddito personale per gli anziani che guadagnano meno di 65.000 dollari all’anno. Oltre a questo, il governo accrediterà fino al 25% delle spese mediche fino a 6.000 dollari per le persone di età pari o superiore a 70 anni.

Verrà ampliata l’idoneità per il credito d’imposta per individui e famiglie a basso reddito per includere le persone che guadagnano fino a 50.000 dollari.

Durante le elezioni, i tory hanno anche promesso di aumentare i finanziamenti per l’Ontario Disability Support Program (ODSP) del cinque per cento e quindi legiferare aumenti annuali legati all’inflazione.

Durante la campagna elettorale, lo stesso ministro delle Finanze ha più volte ribadito come il budget non sarebbe stato modificato dopo le elezioni. Resta da capire, tuttavia, se l’esecutivo vorrà ricalibrare alcune componenti, visti i cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi mesi a causa della crescita dell’inflazione, dell’aumento dei prezzi energetici e dei prodotti alimentari, così come le correzioni subite dal mercato immobiliare in seguito all’aumento dei tassi d’interesse di Bank of Canada.

In ogni caso, l’avvio di questa nuova legislatura porta con sé numerose sfide alle quali il governo Ford dovrà dare risposta.

La prima, la più impellente, è quella legata alla situazione di crisi profonda nella quale versa il sistema sanitario provinciale. La cronica mancanza di infermieri e di personale sanitario ha causato disagi in moltissimi ospedali, alcuni dei quali sono stati costretti a chiudere i pronto soccorso. Servono nuovi fondi quindi, ma anche un ripensamento generalizzato delle risposte che l’esecutivo dovrà dare alle richieste che vengono avanzate dalle principali associazioni di categoria.

La seconda sfida è rappresentata dall’istruzione pubblica, con il contratto degli insegnanti che scadrà il prossimo 31 agosto e con le varie sigle sindacali che chiedono aumenti in busta paga piuttosto significativi.

Un grosso punto interrogativo in questo avvio di legislatura è rappresentato dai partiti d’opposizione. Dopo la batosta elettorale del 2 giugno, la leader dell’Ndp Andrea Horwath e quello del Partito Liberale Steven Del Duca hanno deciso di dimettersi, lasciando il timone dei due partiti ai leader ad interim Peter Tabuns e John Fraser: i nuovi segretari saranno eletti nel marzo del 2023. Fino ad allora il premier dell’Ontario potrebbe avere mano libera.

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