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Di Maio sempre più convinto contro il CETA

Di Maio sempre più convinto contro il CETA

TORONTO – Tempi davvero duri per le alleanze commerciali del Canada.
Mentre sul fronte americano si teme per la dissoluzione del NAFTA, l’accordo di libero scambio tra il Canada, gli Usa e il Messico, dal versante europeo giunge sempre più forte l’intento dell’Italia a porre termine al trattato del CETA, che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha definito “scellerato”, minacciando di rimuovere dagli incarichi quei funzionari italiani all’estero che non sono d’accordo con le sue scelte.
Il Comprehensive Economic and Trade Agreement, l’accordo di libero scambio tra l’Europa e il Canada ha meno di un anno di vita e in questo periodo sta aspettando una convalida da parte dell’Unione Europea.
Quanto dichiarato da Di Maio preoccupa il presidente del Parlamento Europeo, l’italiano Antonio Tajani che ha dichiarato poco democratico l’atteggiamento di un ministro del Lavoro che mette a rischio proprio il suo settore, minacciando addirittura licenziamenti. Le affermazioni del vice premier pentastellato suscitano perplessità tra quelli che considerano i punti fondamentali del trattato: l’abolizione dei dazi da parte del governo canadese che fa risparmiare 400 milioni di Euro sull’esportazione europea, la tutela supplementare per i prodotti Dop (d’origine protetta) esportati – e l’Italia ne conta il numero maggiore, ben 41 – e il riconoscimento reciproco tra i paesi, di professioni regolamentate come architetto, ingegnere e commercialista.
Con la sua firma, il governo di Ottawa si è anche impegnato ad adeguarsi alle norme europee sui diritti di autore.
Inoltre il CETA non influisce sulle norme che controllano l’ambiente, la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori.
Infatti le imprese canadesi che esportano carni in Europa devono avvalersi delle regole sugli ormoni e la modificazione genetica.
Cosa succederà se l’impresa di Di Maio andrà in porto?
L’Italia è l’ottavo paese al mondo con il quale il Canada effettua scambi commerciali che si quantificano con 2.3 miliardi di dollari per le importazioni e 8.1 milioni di dollari per le esportazioni dal Belpaese.
Dall’Italia, arrivano macchinari e apparecchiature, una grande gamma di prodotti alimentari tra i quali spiccano olio d’oliva, formaggi, pasta e salumi. É inoltre la terza nazione dopo Usa e Francia a rifornire il Canada di vini.
Dal Canada invece l’Italia importa cereali come grano e mais, prodotti farmaceutici, macchinari, prodotti minerari e carta.
Il ministro delle politiche agricole italiano Gian Marco Centinaio ha dichiarato che “nessuno ha fretta di portare il CETA in Aula (del Parlamento, ndr). Vogliamo capire se realmente il Ceta è vantaggioso per il nostro paese, ad oggi ci sembra di no”.

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