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Di Iorio: ecco perché ho deciso di restare in campo

Di Iorio: ecco perché ho deciso di restare in campo

Di origini molisane, Nicola Di Iorio studia e si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Sherbrooke. Ha frequentato anche la Columbia University e per 32 anni ha esercitato la professione di avvocato nella città di Montreal, specializzandosi in Diritto del lavoro. Nel 2015 decide di scendere in politica candidandosi alle elezioni federali nelle fila del Partito Liberale e dopo essersi assicurato la nomina, vince il consulto elettorale con il 65% delle preferenze, entrando a far parte della Camera dei Comuni di Ottawa. Nell’aprile di quest’anno annuncia che probabilmente si ritirerà dalla vita parlamentare, per dedicarsi completamente alla sua famiglia. Decisione che però non è stata mai portata a compimento e con una lettera aperta al settimanale montrealese Il Cittadino, il deputato spiega le motivazioni che lo hanno spinto a revocare la sua scelta. Pubblichiamo qui di seguito quanto Nicola Di Iorio ha scritto.
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di Nicola Di Iorio, deputato federale
MONTREAL – Quando nel 2015 ho annunciato che mi sarei candidato per la nomina a deputato nella contea di St-Léonard-St-Michel, al Centro Leonardo da Vinci erano presenti tutti i rappresentanti dei maggiori organismi comunitari, oltre 600 persone, in un teatro ’Mirella e Lino Saputo’ esaurito in ogni ordine di posto.
Quando mi sono presentato, poi, ho detto apertamente che a convincermi a scendere in campo era stato il fatto che la nostra Comunità – a Montréal, così come nel resto del Québec e del Canada – subisce troppi attacchi ingiustificati.
Una cosa senza senso, visto che questo Paese lo abbiamo costruito noi e quindi meritiamo rispetto. Purtroppo, ci sono stati alcuni episodi, in politica come negli affari, con alcuni membri della nostra Comunità che non hanno fatto una bella figura. In particolare, ma non solo, a Saint-Léonard.
La mia è la storia di un uomo che, nato in un quartiere povero e abitato prevalentemente da immigrati italiani, è diventato Professore di Legge e avvocato. Sono profondamente orgoglioso di essere italiano: poter contare su parenti, amici e colleghi, figli di immigrati di 1ª o 2ª generazione, che hanno avuto il mio stesso percorso, è un motivo di grande soddisfazione. Con loro, mi sento capito, completo, parte integrante di un mondo che ha cambiato il Canada per sempre
.Ho sempre detto che per me la famiglia è la cosa più preziosa che c’è. Senza trascurare la mia professione, a cui tengo tanto perché mi permette di capire il mondo: quando sei avvocato, non devi solo comprendere a fondo il sistema giuridico, ma anche le relazioni tra le persone che sono alla base del funzionamento di una società. Sono riuscito a conquistare la più forte maggioranza tra tutti i deputati quebecchesi eletti alla Camera dei Comuni.
E tutto questo grazie al sostegno della mia comunità. Ad un certo punto, però, non riuscivo più a conciliare la politica con la famiglia. E non potevo permettermelo. A prescindere dall’età dei figli, è fondamentale essere sempre presenti, soprattutto quando hanno bisogno di noi.
E così ho messo in discussione il mio percorso. Non posso nascondere la commozione, se ripenso a tutte le manifestazioni di sostegno che ho ricevuto negli ultimi mesi. La gente ha capito che io non sono un politico di professione e, cosa ancora più importante, che mi rifiuto di diventarlo. Ha capito che sono indipendente. Ma in politica, quando sei indipendente, sei percepito come una minaccia e, per questo, mi sento in costante pericolo.
Poi, però, mi sono detto: a cosa è valso tutto ciò che ho fatto nella vita, se poi la mia comunità continua a non ricevere il riconoscimento che merita? E allora, visto l’appoggio tremendo e sincero degli italo-canadesi, sebbene la mia famiglia resti la cosa più importante, non posso lasciare senza essere certo che, in futuro, la mia comunità sia apprezzata e non minacciata. Per questo motivo, ho deciso di riorganizzare la mia attività politica e professionale per renderla compatibile con la mia vita familiare.
E tutto questo grazie a voi: attraverso le continue manifestazioni di affetto e sostegno, mi avete colpito, dandomi una grandissima motivazione a fare tutto il possibile per riuscire a continuare a rappresentarvi in Parlamento con una voce forte.

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